Amori malati

Amori malati

Ancora un amore malato che porta come epilogo l’aggressione di una donna. Veronica Franceschi, 30 anni, è in gravissime condizioni dopo essere stata accoltellata dall’ex fidanzato, Imed Hamid, algerino di 37 anni. L’aggressione è avvenuta davanti a un bar. I due si trovavano in auto e sembra stessero avendo un’accesa discussione ma nessuno si intrometteva; infatti la donna dopo l’accaduto ha esplicitamente dichiarato che appena entrata nel bar per chiedere aiuto, il proprietario le raccomandò di non sporcare di sangue il bagno.

Imed ha deciso di compiere questo’atto per la rottura con Veronica, ma lui sostiene sia ancora “amore” che prova per la vittima. Lei non è del tutto d’accordo, infatti ha dichiarato che verso lui prova solo e soltanto paura perché non sa più cosa potrebbe fare oltre, difatti non vuole avere più rapporti ma il presunto innamorato continua a perseguitarla.

L’ultimo suo atto d’amore è stato quello di scriverle una lettera per chiederle di incontrarsi nei giorni seguenti altrimenti farà qualcosa di cui se ne pentirà. A questa minaccia una trent’enne come dovrebbe reagire? Dovrebbe dargliela vinta o combattere? A mio parere combattere sarebbe la cosa migliore, ma come se non si riceve nessun aiuto da nessuno? Vogliono muoversi le istituzioni per aiutare queste donne in difficoltà oppure preferiscono continuare a parlare e sparlare di Berlusconi sol perché ricopre una carica di politico? Vogliamo continuare a vivere in questa Italia dove ognuno pensa al proprio bisogno? Intanto Veronica ed i suoi familiari sono spaventati da Imed e sperano che si arrenda o almeno dia una tregua, ma sperare non serve a niente se alla fine le autorità non lo arrestano e di conseguenza questa storia non finisce. Quante altre disgrazie simili a queste dovremo ancora sentire prima che si prendano veri ed efficaci provvedimenti?

di Sophia Mercatante 

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Che cos’è l’Eurogendfor?

Stemma

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La rivista n° 117 dell’Unione Nazionale Arma Carabinieri (UNAC) del Febbraio 2012 aveva pubblicato una nota che recitava quanto segue: “L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato (…). L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento”. Nulla di cui stupirsi visto che poco più tre anni fa la Camera dei Deputati ratificava all’unanimità l’accordo europeo per la costituzione di una forza armata speciale chiamata: Forza di Gendarmeria Europea (Eurogendfor o EGF). L’Eurogendfor è il il primo Corpo militare dell’Unione Europea a livello sovranazionale. Composta da forze di polizia di tipo militare, è legittimata ad intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE o di coalizioni costituite ‘ad hoc’ fra diversi Paesi. È previsto, inoltre, per questa forza di gendarmeria, uno schieramento standard di 800 uomini, mobilitabili in 30 giorni, più altri 1.500 di riserva. La costituzione di questa forza armata sovranazionale è prevista dalla stipulazione del trattato di Velsen. Questo accordo è stato ratificato dal nostro Parlamento il 14 maggio 2010. Le presenze sono state elevatissime pari a 443 deputati, votanti 442, astenuti 1. Il suddetto trattato prevede secondo l’articolo 21 l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor. È prevista anche all’articolo 22 un’immunità da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali, estesa alle proprietà ed ai capitali del corpo di gendarmeria. L’articolo successivo fa rabbrividire perché decreta che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate. In più l’articolo 28 stabilisce che i Paesi firmatari sono in un certo senso obbligati a rinunciare a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni dell’EGF. Ma il pezzo forte arriva nell’articolo 29, il quale prevede che tutti gli appartenenti all’ “eurogendarmeria” non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio. Il  12 giugno 2010 il trattato di Velsen entra in vingore e con esso fa il suo ingresso la legge di ratifica n° 84  che riguarda in prima linea l’Arma dei Carabinieri, la quale verrà assorbita nella Polizia di Stato, che a sua volta verrà degradata a polizia locale di secondo livello. Insomma l’EGF è un vero e proprio corpo armato che gode di piena autonomia anche perché non risponde delle sue azioni né ai Parlamenti nazionali né a quelli europei, ma presenta “rapporto” (è alle dipendenze dirette dei Governi, attraverso il CIMIN*) che andrà a sostituire la nostra quarta Forza Armata causando una serie di licenziamenti a catena che sicuramente non gioveranno il Paese in questo periodo di forte recessione. Come dichiarato dal deputato del M5S, Alessandro Di Battista, la questione nella commissione esteri non è stata ancora affrontata ma sicuramente nei prossimi mesi, come da lui affermato, cominceranno a studiare bene la questione e a lavorare in commissione. Speriamo che questo avvenga e che si riesca a tutelare non solo l’Arma dei Carabiniere, ma anche tutte le famiglie che da essa dipendono.

*Il CIMIN è il comitato interdipartimentale di alto livello, chiamato CIMIN, acronimo di Comité InterMinistériel de haut Niveau, composto dai rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa aderenti al trattato

Il potere di Change.org

Un anno fa abbiamo lanciato in Italia Change.org, la più grande piattaforma di attivismo online al mondo. Ad oggi oltre un milione e ducentomila persone hanno sostenuto le centinaia di campagne lanciate nel nostro Paese.

Siamo orgogliosi del fatto che grazie a Change.org sempre più persone hanno trasformato le loro proposte in realtà. Ma siamo solo all’inizio: grazie al web tutti possono proporre il cambiamento che gli sta a cuore e ottenerlo grazie alla mobilitazione di migliaia di persone.

Sotto puoi vedere alcune campagne che sono state vinte in questo anno. Prendi ispirazione da queste vittorie per essere tu il protagonista del cambiamento che vuoi ottenere. Lancia adesso la tua petizione.

Salvatore, Sergio e Elisa di Change.org

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Berlusconi va via? Josefa Idem

parlamento

In questi due giorni, tra le dimissioni di Josefa Idem e la condanna di Silvio Berlusconi a sette anni e all’interdizione dai pubblici uffici, è tornato alla ribalta il vero caso che accomuna tutta la classe dirigente: l’impossibilità di governare. Perché, cari cittadini ammettiamolo, ammettiamo che per anni abbiamo votato e quindi abbiamo formato una classe politica indegna di governare. Come può un ministro, che appoggia Letta e quindi appoggia il pagamento delle tasse imposte dallo stato, come può non pagare l’IMU e l’ICI o ancora come può commettere un abuso edilizio? Sembra di tornare alla vicenda Berlusconi, anche se con accuse diversi, sono ritenuti entrambi, dalla popolazione e dalla legge, indegni a far parte della vita politica di un paese. C’è una sola differenza, per quanto Josefa Idem abbia aspettato per presentare le dimissioni, ha avuto, comunque il coraggio, anzi la forza, di abbandonare la poltrona. Cosa che invece non succederà mai nel caso Berlusconi, non lo vedremo abbandonare la ribalta politica e rifugiarsi in “un’isoletta” lontana chiamata Arcore, per non tornare mai più. La cosa che lascia più di sasso è che, come è stato detto ieri sera a Ballarò, solo il 10% degli elettori del PDL ammette che Berlusconi dovrebbe o potrebbe lasciare la politica. Ma sinceramente, noi non siamo stanchi di persone che sono al governo solo per i propri guadagni, e che non hanno alcune intenzione ad abbandonare il comando in un momento di difficoltà? Se fosse successo in Germania, questo caso non sarebbe durato a lungo e ci saremmo trovati un presunto “Berlusconi tedesco” già a scontare la sua pena. Il vero problema è che in Germania non ci sarà mai nessuno come Berlusconi, perché è un personaggio politico che può essere presente solo in Italia, dati i problemi morali che sono presenti nella nostra classe dirigente. C’è solo una cosa che devono capire “quelli al governo”, che i lavoratori sono stanchi, le famiglie affamate e i cittadini delusi.

di Mariasole Colacresi

Berlusconi è in agonia

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Berlusconi è in agonia. Sta affondando in un mare di provvedimenti, sentenze e condanne da lui stesso create. Non riesce più a stare a galla. Ha una zavorra che gli sta attaccata al piede. La zavorra della giustizia. Una giustizia che prima o poi doveva fare il suo corso. Ha un polipo a due teste che gli impedisce di muoversi. Il giudice Giulia Turri e il magistrato Ilda Boccassini gli stanno al collo. Non sa più che pedina muovere. Non bastano più i galleggianti lanciati dal suo avvocato Niccolò Ghedini. Non servono più soldi per pagare decine di persone (fra cui due deputati) per giurare il falso. Berlusconi sta annegando. I fatti parlano e Silvio tace. Prostituzione minorile e concussione sono reati troppo gravi anche per un uomo di potere come il Cavaliere. Non c’è più niente da fare. Al Tappone sta sprofondando in un solco così profondo da cui sarà difficile risorgere. Il Governo ad personam non è riuscito a sviare la sentenza. Berlusconi ha fallito. Milioni di italiani, che tutt’ora nel 2013, votano Berlusconi hanno fallito. Il Governo non cadrà, ma il PD dovrebbe farsi un lungo e inteso esame di coscienza. Dovrebbe rendersi conto con chi sta governando. Dovrebbe rendersi conto chi è Berlusconi. Chi è il PDL. Ci sono, al momento, diverse incognite che sicuramente si risolveranno nei prossimi giorni. Una delle più importanti sarà vedere cosa farà Letta, ma sopratutto, cosa farà Giorgione. Un dato certo sarà vedere i media difendere spudoratamente Berlusconi. Ma d’altronde a vivere disinformati siamo abituati.

Candidatura ai Macchianera Italian Awards 2013

Il 20, 21 e 22 settembre 2013 si terrà la premiazione dei migliori blog italiani presso il BlogFest a Rimini, ovvero i Macchianera Italian Awards 2013. Ci saranno i più importanti blogger, account Facebook e Twitter. Naturalmente la votazione sarà effettuata dal popolo del web. Ora non vi chiedo di inserire il mio blog (www.salvatorecugliari.wordpress.com) in questa classifica visto che ho molta strada da fare, ma se mi troverete appropriato ad una categoria non mi dispiacerebbe se faceste il mio nome. Grazie in anticipo.
Ps. La scheda da compilare la troverete giù e mi raccomando leggete bene il regolamento

Il Pigiamento

20100401_bottone-rosso-console-parental-control_cIl Parlamento nato allo scopo di legiferare, emanare, posto di confronto e formatosi principalmente per parlare e discutere è congelato. Anzi è surgelato. È surgelato per scongelarlo al momento giusto. Solo quando è utile. Quando conviene. Il nostro Parlamento è inutile. Non vale nulla. È in agonia. Sussurra solo attraverso decreti legge che dovrebbero essere usati in caso di necessità. Infatti l’articolo  76 della Costituzione afferma: “L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”. Il compito del Parlamento, in teoria, sarebbe fare le leggi mentre il Governo dovrebbe governare. In teoria. In pratica questo non succede. I nostri parlamentari, i nostri rappresentanti sono solamente dei pigia bottoni. Ogni settimana piovono decreti legge. Piovono a centinaia. Bisogna approvarli in meno di tre giorni. Non c’è il tempo di ragionare, di pensare, pesare e valutare. I partiti introducono dietro a decreti per l’ambiente delle norme antitrust, leggi ad personam e leggi che puzzano. Emanano un cattivo odore che è meglio nascondere. Il Parlamento è un “Pigiamento”. Una vera e propria stanza dei bottoni. Un casinò. La scatola è ormai vuota. A questo punto mi chiedo se serva veramente il Parlamento. Va riformato o abolito? Va seppellito o fatto risorgere? E’ utile o non è utile? A voi l’arduo compito di tirare le vostre considerazioni.

Ps. Stiamo vivendo una guerra invisibile. Resa invisibile dai media. L’unico modo per combatterla è informarsi. Ma informarsi bene. Utilizzando mezzi d’informazione alternativi. Non dico che la TV sia finita ma quasi. Bisogna filtrare ogni parola e non prenderla per buona visto che viene dall’alto.