O paghi, o non mangi

Andrea Sala, Sindaco di Vigevano

Andrea Sala, Sindaco di Vigevano

Come vi sentireste se un sindaco vi proibisse di mangiare alla mensa scolastica, negandovi un pasto caldo? E’ quello che è successo ad un comune in provincia di Pavia, Vigevano, nel quale il sindaco Andrea Sala ha deciso, mediante un’operazione definita da lui stesso “pugno di ferro”, di eliminare definitivamente le agevolazioni che fino a poco tempo fa permettevano alle famiglie più bisognose di garantire un pasto caldo alla mensa scolastica ai loro figli. E si, perché la situazione non è stata sempre così, proprio fino a poco tempo fa, le famiglie con reddito basso potevano usufruire di queste privilegi, ma dopo l’insediamento del nuovo sindaco leghista, si sono viste togliere anche questo piccolo beneficio, a causa di alcuni furbetti che non hanno mai pagato il pasto scolastico. Sicuramente il primo cittadino di Vigevano ha tutte le ragioni di tagliare le gambe a questi evasori ma dovrebbe anche immedesimarsi nei genitori che non riescono proprio ad arrivare a fine mese, e che dopo tutte le vicessitudini quotidiane devono spiegare ai loro bambini di 8 e 10 anni che non possono permettersi neanche il cibo della mensa. Voi come vi sentireste? Lei sindaco come si sentirebbe? Bhè la sua risposta ad un intervista alle iene è stata: “Problemi serie non sono stati riscontrati, quindi presumo che la situazione sia sotto controllo” e ancora “Bisogna rifocillare le casse del comune” oppure “O il genitore se lo viene a prendere o mangia in un’altra sala”, “I genitori si lamentano e cercano una soluzione nel comune”. E perché, secondo il sindaco su chi i cittadini dovrebbero rivolgersi e fare affidamento?, sul comune mi sembra ovvio. Ma la questione più grave è che questi bambini oltre ad essere rinchiusi in una sala a parte dagli altri loro coetanei, accentuando la differenza tra chi paga e non chi non paga, sono costretti a mangiare per ben 5 giorni solo un panino, si proprio solo un panino, perché la scuola non accetta altri tipi di cibi che vengono importati dall’esterno della scuola. Sicuramente non bisogna essere dei nutrizionisti per capire che mangiare tutti i santi giorni, a pranzo, sempre e solo un panino con una bottiglietta d’acqua sia poco sano e consigliato senza contare i risvolti psicologici che si potranno presentare in età adulta in questi bambini, i quali già a questa età devono essere messi di fronte ai problemi economici della loro famiglia.

In Italia si parla tanto di tagli e di tesse ma a mio parere l’unica cosa che non si dovrebbe tagliare sono i fondi dedicati ai giovani che rappresentano il futuro del nostro paese e, che non possono, in special modo i politici,  permettersi di trascurare, soprattutto in un’istituzione di grande importanza coma la scuola, che rappresenta l’istruzione e la formazione di migliaia di studenti.

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