L’appello dei due marò

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E’ iniziato poco più di un anno fa il caso dei due marò, Salavatore Girone e Massimiliano Latorre, trattenuti ormai da un anno in India dopo l’accusa di aver ucciso due pescatori in acque territoriali indiane.

Ripercorriamo un po’ le tappe di questo strano caso:

I marò lasciano l’Enrica Lexi

Il 19 febbraio i due marò vengono fermati e fatti scendere dalla Lexie nel porto di Kochi.
L’Italia rivendica la competenza giuridica per una vicenda che coinvolge “organi dello Stato operanti nel contrasto alla pirateria sotto bandiera italiana e in acque internazionali”. Ma il caso rimane in India.

La prima licenza a Natale

Mentre il tribunale di Kollam continua a rinviare l’avvio del processo ai due militari, e mentre si attende il verdetto della Corte Suprema di New Delhi sulla giurisdizione del caso, viene concessa a Latorre e Girone, su cauzione e con dichiarazione giurata, una prima licenza di due settimane per poter passare il Natale a casa. Rientrano in India il 4 gennaio.

La giurisdizione

La Corte Suprema dispone la creazione di un tribunale speciale a New Delhi per esaminare la questione della giurisdizione (indiana o italiana). I giudici hanno stabilito “l’incompetenza” dello Stato del Kerala che “non aveva giurisdizione” per intervenire, dato che “il fatto non era avvenuto nelle acque territoriali indiane”. Ma, secondo la Corte, nel loro servizio sulla Enrica Lexie, “i marò non godevano di quella immunità sovrana” che avrebbe determinato automaticamente la giurisdizione italiana.

Violati gli accordi

Viene concesso un secondo permesso ai due marò: questa volta possono tornare in Italia per 4 settimane in occasione delle elezioni. Ma a sorpresa l’Italia decide che Latorre e Girone non rientreranno in India perché New Delhi ha violato il diritto internazionale.

(fonte http://www.ilsalvagente.it)

Proprio ieri, mentre le forze politiche si confrontavano in Parlamento, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, si è dimesso lasciando “la nave” prima ancora di averla portata in salvo. Questo ha scatenato un putiferio mediatico, che vede l’Italia umiliata sotto tutti i punti di vista, che dopo aver preso la decisione di non voler riconsegnare i due marò alle autorità indiane, in seguito alle pressioni dello stato indiano, li ha riconsegnati nelle mani del nemico; abbandonando i nostri militari come se fossero merce di scambio. La questione non finisce qui, ci sono diverse voci che affermano che i nostri due marò, potrebbero essere sottoposti ad un processo in India, paese che prevede la pena di morte nella quale i nostri militari potrebbero incorrere. Lo scontro tra le forza politiche è stato immediato, ma il dibattito è stato subito messo a tacere da uno dei due fucilieri dicendo testualmente:

Non ci serve ora sapere di chi è stata la colpa, perché non ci porta a nulla, e tantomeno non porta a nulla che delle forze politiche si rimbalzino le responsabilità

Non si sono viste, prima d’ora, delle forze politiche, bacchettate in questo modo e sopratutto non si è mai vista un Italia così umiliata a livello nazionale. Sicuramente questo caso, ha sollevato diverse questioni come: l’incompetenza di alcune forze politiche e soprattutto la forte richiesta di un governo forte e stabile che possa risolvere questo caso e far risorgere il nostro paese da questo “cataclisma” che la messa in ginocchio.

Giulio Terzi

Giulio Terzi

Intervento del Deputato 5 Stelle, Stafano Manlino, proprio sulla vicenda dei due marò

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