Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio?

Repubblica Mobile
Sicuramente vi sarà capitato di navigare in internet con il vostro smartphone, e magari avrete avuto la necessità di cercare qualche informazione sul Corriere, per esempio, oppure sul sito di Repubblica; a mi correggo, da qualche mese a questa parte, il sito di Repubblica mobile è indisponibile o meglio è disponibile pagando un cifra (pari a 0,09 euro), che a ogni uno di noi potrebbe sembrare insignificante, ma se chiesto da una testata giornalistica, che è finanziata da ormai tanti anni dallo stato (e quindi da noi) risulta impensabile. Pensate che Repubblica riceve 16.186.244,00* euro di contributi dello Stato all’editoria, che invece di investirli magari per creare un servizio di informazione più efficiente e una pagina mobile libera e gratuita vengono incassati dai direttori, capiredattori e amministratori delegati. Ma la cosa che mi fa più innervosire è come si giustifica la Repubblica per questa sua richiesta, cito testualmente: “Da oggi per navigare su Repubblica Mobile non pagherai più il traffico dati secondo le condizioni del tuo piano tariffario, ma pagherai 0,09 euro a pagina“. Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio? Da come c’è scritto sembra che ci stiano facendo un regalo a concederci la lettura di una pagina a 0,09 euro, giustificandosi dicendo che non pagheremo più il traffico dati del nostro piano tariffari0. Io per esempio pago 5 euro al mese per avere il collegamento ad internet sul mio cellulare e in più dovrei pagare Repubblica? Anche se io spreco dati per collegarmi al sito di Repubblica il prezzo del mio abbonamento rimane invariato e quindi non vedo perché dovrei pagare 0,09 euro se comunque il mio piano tariffario rimane invariato. La Repubblica ha tutte le ragioni per rendere a pagamento questo servizio ma almeno non dovrebbe prenderci in giro pensando che i cittadini siano stupidi e ingenui, e se ritengono di mantenere questo costo dovrebbero almeno cambiare la dicitura dell’avviso dicendo: “Siccome non ci bastano i soldi che riceviamo dai finanziamento pubblici, abbiamo deciso di rendere a pagamento questo servizio aggiungendo il costo sovrimpressione al vostro piano tariffario”

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