Colui che non dev’essere nominato

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Nelle ultime ore, la notizia che più è stata riportata da quotidiani e TV (sopratutto, non per a noi oscuri motivi, nelle reti Mediaset), è stata la condanna di Berlusconi nella sentenza d’appello del processo Mediaset. L’accusa rivolta a Silvio Berlusconi, Presidente del Popolo della Libertà, è di frode fiscale nell’ambito del processo sulla compravendita dei diritti tv Mediaset, confermando i 4 anni in primo grado. Inoltre, i giudici hanno confermato i 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Questa sentenza mi auguro sia l’ultima, ma sicuramente non può essere considerata la prima. Infatti, il Cavaliere, di reati e sentenze se ne intende parecchio. La lunga “carriera giudiziaria” è inizia, nel lontano, 1979 con l’indagine svolta dalla Guardia di Finanza su presunti rapporti con società svizzere, nella quale sono stati anche imputati 3 militari, i quali pur avendo riscontrato delle anomalie tra i rapporti tra Berlusconi e le misteriose società svizzere, chiusero l’ispezione. I procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi sono molteplici e vari, ricordiamo per esempio: l’accusa di concorso in corruzione del 1989, l’accusa di falso in bilancio e appropriazione indebita, il reato di finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano guidato da Bettino Craxi,  l’accusa di aver concorso per aggiustare la sentenza del tribunale civile di Roma per la vendita della partecipazione azionaria della Società Meridionale di Elettricità (SME), la spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest, il processo per tangenti fiscali sulla pay-tv, l’indagine per diverse stragi dal 1992-1993, concorso esterno in associazione mafiosa e favoreggiamento alla prostituzione. La lista è davvero molto lunga, ma quello che rimane di fatto è che nessuno dei suddetti procedimenti penali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna. Tutti, e dico tutti, sono stati giustificati con la seguente affermazione: “E’ una persecuzione giudiziaria, nella quale è sempre coinvolta la Procura di Milano”. Riportata, ad effetto domino, da tutti i principali rappresentanti del PDL. Ora non per voler insinuare nulla, ma un cittadino, solamente indagato in tutta queste serie di processi, può continuare ad esercitare la professione di politico, cioè di rappresentante dello Stato? E’ possibile che la Procura di Milano ce l’abbia sempre con Silvio Berlusconi? Ci sarà un fondo di verità in tutti questi processi?

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