Ma l’Italia non ripudiava la guerra?

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Articolo 11 della Costituzione Italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. E fin qui non vi è nulla di strano. La stranezza però si presenta quando lo Stato Italiano spende 17,64 miliardi di euro per spese militari. Tutti questi soldi servono per larga parte a coprire gli stipendi del personale (9,68 miliardi per 177.300 persone), ma in parte sia per finanziare le spedizioni militari all’Estero e sia per l’acquisto di nuovi aerei e navi da guerra, nuove bombe e nuovi carri armati per una spesa di circa 5 miliardi e mezzo di euro. Una corsa agli armamenti che non mira alla difesa del territorio ma alle ambizioni di prestigio militare dei nostri generali. Di fatto come lo stesso capo di stato maggiore dell’esercito, generale Claudio Graziano afferma: “la quantità e l’operatività delle forze armate dipende dalle ambizioni nazionali”. Ambizioni che non si fermeranno “solamente” ai 5 miliardi e mezzo di euro ma che andranno molto oltre. Ricordiamo per esempio il progetto Forza Nec, che nei prossimi cinque anni richiederà una spesa di 9,5 miliardi e alla sua conclusione, nel 2031, ci sarà costato addirittura 22 miliardi di euro. Questo solo per l’ammodernamento delle forze militari da impiegare all’estero. Da non dimenticare e sottovalutare sono i costi dei famigerati F-35, che richiederanno 535,4 milioni l’anno prossimo e 657,2 milioni quello dopo, la spesa per i satelliti spia Sicral-2 (15,1 milioni), quella per gli elicotteri Nh-90 (82 milioni) e quella per i caccia da addestramento M-346 (36 milioni). Mi fermo qui non perché avrei finito di elencarvi le spese, ma solamente perché non mi basterebbe un’intero articolo per enunciarvele tutte. Comunque, questa gigantesca spesa, che ricordo essere pari a 5 miliardi e mezzo di euro, è una cifra da cui cittadini vengono privati e che potrebbe essere investita in altri progetti. Gran parte della cifra ovvero 3,18 miliardi provengono dalle casse della Difesa ma 2,18 miliardi sono fondi del ministero per lo Sviluppo Economico e 42 milioni provengono addirittura dal ministero dell’Istruzione. Insomma mentre vi è un’Italia che va in rovina, la scuola abbandonata a se stessa, imprenditori che tentano il suicidio, tasse che sono come dei cappi al collo per tutti gli italiani e lo spread che sale inesorabilmente; i nostri amati politici, ma sopratutto i nostri generali, non badano a spese sugli interventi militari all’estero. Come se fosse quello il terreno di confronto per misurare il progresso e il prestigio della nostra Repubblica. E poi che senso ha spenderli in operazioni militari all’estero se nel nostro paese atti di rapina, estorsioni, stupri, omicidi e sequestri di persona aumentano sempre di più?

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