L’Italia ha altri problemi

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Carpe diem dicevano i latini. Cogli l’attimo. A Quanto pare l’attimo lo sta cogliendo molto bene anche il nostro Berlusconi che avendo per le mani o meglio per le palle il governo Letta punta al presidenzialismo, al semi-presidenzialismo e all’elezione diretta del premier. In fin dei conti, questa è l’unica cosa a cui tiene veramente Silvio. L’unica strada per diventare immune dai suoi provvedimenti giudiziari. L’unica via che gli consentirebbe la salvezza. L’ultima corda a cui aggrapparsi. Corda che tiene ben fissata al palo Letta, che sta solo a prendere ordini da Al Tappone e Napolitano. Berlusconi punta al presidenzialismo cioè ad una forma di governo, in cui il potere esecutivo si concentra nella figura del Presidente che è sia Capo dello Stato sia il capo del governo. Essendo Capo di Stato non ha bisogno di voto di fiducia parlamentare anche perché, avendo già ottenuto il voto della maggioranza dei cittadini, non ha bisogno della fiducia dei loro rappresentanti. In più, in questa forma di democrazia rappresentativa, il Parlamento eletto dal Presidente, ha il potere legislativo. Il Parlamento non può essere sciolto dal Presidente che a sua volta non può essere licenziato dal Parlamento. Insomma punta ad un presidente-duce d’Italia. Un’elezione a premier che non sarebbe ostacolata non solo dalle reti Mediaset ma anche dalle reti nazionali che il PD ha da vent’anni lasciato nelle sue mani. Una rete comunicativa che Silvio usa e possiede in maniera strabiliante. D’altronde il grandioso recupero alle elezioni nazionali non è dovuto a una casualità. Esso è stato supportato da un’informazione distorta e plasmata, che inevitabilmente riesce a condizionare le scelte degli elettori. Un presidente-duce per l’Italia non sarebbe una cosa nuova. Un duce è attualmente al Quirinale. Un presidente che, non so con quale autorità, da un termine di 18 mesi ad un governo non so come si possa chiamare. Come se fosse lui a doverlo decidere. Non gli bastano tutti i privilegi e poteri che possiede, vuole avere molto di più. Vuole superare quella striscia, qual segno invalicabile che i nostri antenati hanno tracciato: la DEMOCRAZIA. Una democrazia che non può essere calpestata in questo modo. Una democrazia che non può essere lasciata nelle mani dei potenti, ma che dovrebbe appartenere al popolo. L’Italia non ha bisogno di una riforma costituzionale, non ha bisogno del presidenzialismo o semi-presidenzialismo che sia, non ha bisogno di una bicamerale o di una monocamerale. L’Italia ha bisogno di una nuova legge elettorale, di riforme e incentive per il mondo del lavoro. I giovani italiani hanno bisogno di nuovi spazi e nuovi stimoli. L’Italia ha bisogno di una nuova informazione, non più di parte e che miri ad informare e non a disinformare la gente. Non mi illudo che con questo governo si riesca a fare nemmeno la legge elettorale, ma quantomeno alla fine di questo percorso obbligatorio di 18 mesi, vorrei che il popolo si rendesse conto chi ha mandato anzi, chi è stato obbligato a mandare al governo e a chi ha lasciato nelle mani le sorti del nostro paese.

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2 thoughts on “L’Italia ha altri problemi

  1. Sono molto felice di aver trovato questo sito. Voglio ringraziarvi per il tempo che spendete, una lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gia’ salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

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