Jump! Dal Parlamento mi tuffo

Jump

Dopo il Parlamento molti politici, visto che siamo in tema acquatico, non sanno più che pesci pigliare e molto spesso questi personaggi si buttano, o meglio jampano di qua e di la, intascando per dì più una liquidazione d’oro (pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità moltiplicato per ogni anni di mandato effettivo). Questo assegno di fine mandato avrebbe il compito di agevolare i politici che non sono riusciti a rientrare il Parlamento, circa 600 per questa legislatura, per essere reintrodotti nel mondo del lavoro. Lavoro che molti politici mantengono anche durante il mandato come afferma Sergio Rizzo, il giornalista del Corriere della Sera che da tempo denuncia i privilegi della Casta: “Rispetto agli altri paesi, in Italia, anche da eletti, è possibile continuare a portare avanti la vecchia professione”, precisa. E se le imprese devono aspettare “almeno 180 giorni” per riscuotere i crediti con lo Stato, per i parlamentari non c’è bisogno di attendere. Per la Casta basta un mese per incassare l’assegno”. Ma rientriamo nel tema di oggi. L’altra sera, su canale 5, alla trasmissione televisiva “Jump! Stasera mi tuffo” chi vedo nella giuria? Riesco ad intravedere (non vedo bene perché ormai i mie occhi sono pieni zeppi di fotogrammi che ritraggono politici in varie trasmissioni televisive) l’ex deputata del PD, Paola Concia, in una veste molto differente da onorevole, cioè nei panni di un giudice televisivo. E si tanto dopo essersi seduta in Parlamento la poltrona di arbitro in uno show televisivo gli mancava eccome. Ma la cosa che mi fa più storcere il naso è quando vedo una come la Concia, che non ha mai (e per questo l’ammiro molto) nascosto la sua omofobia e che per la difesa dei diritti degli omosessuali si è molto battuta ed è sempre stata in prima linea, andare nelle reti Mediaset, di proprietà di Silvio Berlusconi che sull’omosessualità ha fatto battute poco felici. Questo avvenimento rispecchia molto bene la serietà e la coerenza dei nostri rappresentanti politici che dopo anni passati in Parlamento, un universo a distanza abnorme dalla vita quotidiana, quando si vedono catapultati nella realtà non sanno più a che santo votarsi e anche se siano di destra, sinistra o centro finiscono per buttarsi nelle braccia del Cavaliere, che “santi” dietro le spalle deve averne parecchi visto tutti i provvedimento giudiziari che è riuscito a superare.

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