Siamo tutto ma non siamo niente – la nostra battaglia quotidiana

Adolescenza

Adolescenzaultima fase dell’età evolutiva, interposta tra la fanciullezza e l’età adulta, caratterizzata da una serie di modificazioni somatiche, neuro-endocrine e psichiche, che accompagnano e seguono l’età puberale: nell’a. o nell’età dell’a.; la prima a.; i problemi, i turbamenti, le inquietudini dell’adolescenza. 

Questo è quello che un comunissimo dizionario italiano porta come significato della parola “adolescenza”. Credo che questa sia una delle poche parole che il vocabolario non rispecchia esattamente come essa è realmente. L’adolescenza oltre ad essere caratterizzata da trasformazioni fisiche e psicologiche, è il periodo più bello della vita di tutti, piena zeppa di problematiche che però, oltre ad incasinarci dalla mattina alla sera, ci aiutano a crescere costringendoci a tirare fuori le unghie e a combattere per superare ogni ostacolo che ci ostruisce la libertà e l’indipendenza.

Proprio questi problemi che affrontiamo fanno parte di discussioni che si hanno ogni giorno e che sono l’origine di pensieri ed opinioni differenti le une dalle altre. Ma quali sono questi problemi? Beh, di certo non saranno uno o due, ma sono molti e non tutti capiscono quanto sia difficile conviverci. I principali sono: l’incontro-scontro con le principali istituzioni (casa e scuola), la socializzazione con i coetanei e soprattutto l’accettazione di se stessi, del proprio corpo, che molto spesso è quello più impegnativo.

Quest’ultimo è uno di quei problemi che andrebbero risolti con gli amici, con coloro che sono li per te in qualsiasi momento. Ma a volte sono proprio quegli “amici”, i quali  in realtà vanno solo a convenienza, che alla fine fanno di tutto anziché aiutarti. Quanti casi ci sono stati riguardanti adolescenti indotti al suicidio a causa loro? Oppure, ancora peggio, commessi da loro quindi omicidi.

Abbiamo un recentissimo esempio: Fabiana, sedicenne calabrese assassinata dal suo ex ragazzo diciottenne. Essa è stata prima accoltellata per venti volte di seguito, poi il carnefice maggiorenne si è preoccupato di sbarazzarsi del corpo pensando di averla finita per sempre ma per sua sfortuna quando è tornato carico di bidoni contenente benzina Fabiana era ancora viva, ansimante ma cosciente. Il ragazzo, preso dal panico, la finisce dandole fuoco con l’accendino che teneva sempre a portata di mano ignorando le suppliche della ragazza.

Io credo che questo non sia solo un semplice omicidio compiuto in un momento di rabbia,ma un azione frutto di concetti e preconcetti. Questo ragazzo era ossessionato, possessivo e geloso, e forse era stato proprio questo il motivo della loro rottura, ma lui non demordeva infatti le aveva preannunciato “ o mia o di nessuno”. E si può proprio dire che questa promessa la mantenne perfettamente. Intendeva la donna come un oggetto, una bambolo da possedere e usare a suo piacimento. E come dargli la colpa di questo pensiero? Non sarà certo ne il primo ne l’ultimo a pensarla così, perché è la società che per prima lo propaganda. Una società che ormai sta cadendo a pezzi per la sua concezione malata del mondo. Ma cos’è la società? Chi la forma? Noi! Siamo noi cittadini che la costituiamo, noi che stabiliamo dei modelli che consideriamo perfetti da seguire ed appena qualcuno sgarra lo giudichiamo e condanniamo. Vi sembra giusto? Io non credo, quindi cosa fare? Come cambiare? Ci vorrebbe qualcuno che ci guidi, ma non abbiamo nessuno. Quindi, a mio avviso, dovremmo cominciare a cambiare concezione prima di tutto di noi stessi e poi degli altri, tirando fuori le unghie. Dovremmo riuscire ad essere dei  modelli per coloro che verranno e dovranno affrontare i nostri stessi problemi. Vorrei concludere con un’aforisma di Eugenio Scalfari che penso rispecchi e rappresenta in maniera lungimirante l’adolescenza: “Che stagione l’adolescenza. Senti di poter esser tutto e ancora non sei nulla e proprio questa è la ragione della tua onnipotenza mentale”.

di Sophia Mercatante

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