Era ora

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Con il PIL che continua a cadere e con una parte di PD e PDL che vuole evitare l’aumento dell’IVA anche senza coperture e che non si rassegna ad abbattere la tassa sulla prima casa (cosa fantascientifica al momento) durante il Consiglio dei Ministri di ieri, durato ben 5 ore, il Governo Letta ha approvato il così detto “decreto del fare”. Un decreto che non contiene provvedimenti drastici, ma tanti piccoli interventi che dovrebbero stimolare l’economia. Sono 80 le misure che il “decreto del fare” introduce. Di seguito troverete una sintesi dei provvedimenti che reputo più importanti del “decreto che era ora fare”.

I principali punti del “decreto (che era ora) fare”

Via parte delle risorse al Tav Torino-Lione, al Ponte e al Terzo Valico in Liguria “per consentire nell’anno 2013 la continuità dei cantieri in corso, ovvero il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all’avvio dei lavori” mantenendo in questo modo molti posti di lavoro.

Dal 2014 ci saranno forti risparmi sulla bolletta perché dal primo gennaio 2014 il CEC (il Costo Evitato di Combustibile) che è il parametro su cui si calcolano alcuni sussidi ai produttori dipenderà dal prezzo del gas sul mercato (oggi molto basso) e meno da quello del petrolio.

Niente esproprio per le prime case a patto che non siano immobili di lusso, palazzi o castelli e per i capannoni industriali che non superano un credito di 50 mila euro, mentre finora la soglia era fissata molto più in basso, a 20 mila euro. Quest’immunità però vale solo per Equitalia. Mi spiego meglio: se il contribuente ha dei debiti per esempio verso le banche, i creditori diversi dallo Stato potranno comunque avviare l’espropriazione dell’immobile.

Per far ripartire i prestiti alle piccole e medie imprese verrà aumentata la dotazione del Fondo centrale di garanzia, uno strumento finanziario che permette di garantire parte del credito chiesto dagli imprenditori alle banche facendo diminuire il rischio del prestito e spingendo quindi le banche a erogare il finanziamento

L’arretrato nella giustizia civile è soprattutto presso le Corti d’appello, lì andranno a lavorare 400 magistrati onorari selezionati tra avvocati e professori, per smaltire le pratiche. In Cassazione andranno 30 nuovi magistrati, per completare il lavoro. Nasce “l’ufficio del giudice”: ci saranno assistenti del giudice nella preparazione delle sentenze per accelerare i tempi. L’obiettivo è smaltire 1,2 milioni di pratiche.

Zanonato (Ministro dello Sviluppo Economico) ha annunciato il wifi libero. Il provvedimento varato ha “liberalizzato completamente Internet” nel senso che nell’uso in pubblico del “wi-fi non sarà richiesta più l’identificazione personale degli utilizzatori”.

Subito “100 milioni di euro per la manuetenzione degli edifici scolastici, un segnale importante anche per rassicurare le famiglie in vista dell’apertura dell’anno scolastico”e per risollevare la scuola italiana.

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