L’evoluzione del digitale

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Proprio oggi mi sono imbattuto in una notizia che ho trovato molto interessante ma nello stesso tempo sconvolgente. In pratica un ragazzo statunitense, Cody Wilson, ha creato una vera e propria pistola in plastica tramite l’utilizzo di una stampante 3D. Queste stampanti, per chi non lo sapesse, non sono altro che delle vere e proprie “mini fabbriche” domestiche, che programmate a dovere, riescono a creare oggetti di vario tipo secernendo un liquido plastico. Oggi come oggi, le stampante 3D hanno un costo molto elevato, pensate che il ragazzo in questione la sua l’ha pagata ben 9 mila dollari usata e proprio per questo motivo non sono molto diffuse, sopratutto nel territorio italiano. Sono molto convinto però, che in un prossimo futuro, queste stampanti possano diventare molto comuni. Pensate ai vantaggi che simili aggeggi potrebbero portare nella società odierna. In primo luogo avremo una produzione domestica degli oggetti che ci occorrono, riducendo notevolmente l’inquinamento delle fabbriche e dei mezzi di trasporto. Avremo la possibilità, a colpi di tasti, di creare oggetti personalizzati utilizzando materiali riciclabili o dare vita a strumenti del tutto innovativi. Come però ogni grande invenzione, la stampante 3D, avrà sicuramente dei lati negativi. Esempio lampante ci viene offerto dalla notizia che è trapelata oggi, riguardante Cody Wilson, il quale ha dato vita a una pistola fai da te. Non accontentandosi della creazione di una “pistola digitale”, l’anarchico americano, ha messo in rete la sua invenzione. In pratica chiunque volesse costruirsi una pistola potrebbe andare a scaricare il file CAD per la riproduzione dei pezzi della pistola e inviando questo file ad un sito, che si occupa di stampare oggetti su ordinazione, potrebbe farsi recapitare l’arma. Inoltre, i materiali utilizzati per la costruzione della pistola, sono invisibili ai metal detector e quindi “l’arma stampata” risulterebbe facilmente trasportabile anche in treno o in aereo. Questa è solo una visione molto pessimistica dei reali utilizzi delle stampanti 3D, che potrebbero modernizzare l’odierna concezione dell’artigianato e dare inizio alla prossima rivoluzione industriale.

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Attenti alle truffe

Innanzitutto vorrei scusarmi per la mia assenza in questi giorni, ma il viaggio d’istruzione di fine anno mi ha tolto molto tempo e di conseguenza non ho potuto postare articoli. Comunque scuse a parte, oggi vorrei parlarvi di una curiosa email che ho ricevuto il 9 Aprile di quest’anno nella quale vi era scritto in lingua francese questo:

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In questa avviso mi si diceva che a causa della congestione del traffico nella rete, verranno cancellati alcuni account AOL, a patto che non verrà compilato il modello d’ identificazione nel quale mi si chiedeva: il nome, il cognome, la data di nascita, l’ID, la password, la domanda segreta e infine la risposta alla domanda segreta. Tutti dati che in mani sbagliate potrebbero mettere davvero nei guai la nostra identità virtuale che è molto correlata, sopratutto nell’ultimo periodo, con quella reale. Pensate che conoscendo solamente l’email potrebbero richiedere le password dei nostri social, carte di credito e di qualunque tipo di sito a cui siamo iscritti. Nell’email vi era anche una scadenza cioè: se io non avessi spedito questi dati dopo 72 ore si sarebbe automaticamente cancellato il mio account. Pensando che fosse una truffa, ho aspettato le 72 richieste e ho notato che il mio account non è stato per niente cancellato. Quindi attenti a questi tipi di email e alle truffe in genere. Diffidate dai messaggi con emittente service_mail@europe.com (ndr), che dopo essermi informato sul web, ho scoperto, che questo indirizzo, è molto recidivo nell’abbindolare le persone tramite questo metodo.

Come creare una cartella segreta…

Come già anticipato il mio sarà un blog molto variegato e ricco di argomenti molto differenti tra di loto, infatti oggi ci allontaneremo dal parlare di attualità e di politica, concentrandoci sull’informatica.

In questo articolo vorrei spiegarvi e insegnarvi come si crea un cartella segreta su Windows, che si rivelerà molto utile per contenere file e informazioni riservate o che vogliamo semplicemente nascondere.

Partiamo col dire che questo procedimento può essere eseguito su tutte le versioni di Windows (XP, Vista, 7, 8) e vorrei anticiparvi che il tutorial è molto semplice e adatto anche ai meno esperti e pratici del computer.

  1. Posizioniamoci sul desktop del nostro PC e clicchiamo col tasto destro su qualsiasi parte della nostra scrivania; fatto ciò ci troveremo davanti una finestra (vedi foto 1), fate click sulla dicitura crea una nuova cartella (procedimento che sicuramente avrete fatto e rifatto moltissime volte), dopo aver creato la cartella posizionatela dove più via aggrada.

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  2. Ora clicchiamo sulla cartella col tasto destro e pigiate su “proprietà” (vedi foto 2), successivamente fate click su “personalizza” (vedi foto 3) e in seguito premiamo su “cambia icona” (vedi foto 3) e armandoci di santa pazienza, cerchiamo e selezioniamo l’unico spazio vuoto presente nella lista delle icone (vedi foto 4), fatto ciò clicciamo su “ok”, in seguito vi troverete davanti una cartella con l’icona invisibile (vedi foto 5), ma subito vi accorgerete che il testo della cartella sarà ancora ben visibile. Vediamo come renderlo invisibile.
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  3. Allora per rendere il testo invisibile, occorre posizionarci con il mouse sul tasto start (vedi foto 6) e digitare sulla barra di ricerca “mappa caratteri”. Dopo aver cercato clicchiamo sul primo risultato che ci viene di fronte ci comparirà una finestra con una serie di carattere (vedi foto 7), noi dobbiamo fare click su l’unico carattere totalmente bianco (vedi foto 7) e cliccare prima sul pulsante seleziona e poi su copia.
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  4. Non ci resta che cancellare il testo della nostra cartella e copiare mediante il tasto CTRL+V il carattere speciale appena copiato.

Il risultato sarà questo (vedi foto 8)….

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Vi consiglio di posizionare la vostra cartella segreta a uno degli angoli del desktop per renderla meno individuabile; a dimenticavo per visualizzarla vi basta selezionare l’intera scrivania.

Il ritorno della vera Democrazia…

Quirinale

Quirinale

Due giorni fa, il 30 marzo 2013, sul blog di Beppe Grillo, è comparso un post intitolato “Elezioni on line per il Presidente della Repubblica“, nel quale descriveva e annunciava le modalità di voto del prossimo Presidente della Repubblica. Come ho sottolineanto nel mio scorso articolo (L’Italia è Una Democrazia o una Sorta di “Monarchia-Democratica”??), il Presidente della Repubblica ricopre una carica di grand valore e importanza, davvero fondamentale per il futuro dell’Italia, e proprio per questo non possiamo sbagliarci nello scegliere il prossimo Capo dello Stato. Sicuramente, soprattutto in Tv, la scelta del M5S, verrà aspramente criticata magari dicendo: “Il lasciar scegliere il Presidente on line è deleterio per la nostra società” oppure: “Il Presidente verrà scelto tramite click identificabili”. A mio parere lo scegliere il Presidente on line, darà a noi cittadini la possibilità di decidere del nostro futuro, e non parteciparvi passivamente come vorrebbero gli altri partiti. L’elezioni on line sono una decisione brillante, che ci ridarà quella VERA Democrazia persa ormai, da un pò di tempo, nel nostro Paese. Per le tempistiche di voto vi invito ad andare a leggere l’articolo pubblicato da Beppe Grillo (clicca qui), e di partecipare numerosi a questa importante scelta perchè ne va del nostro futuro e del futuro della nostra nazione. Vorrei concludere con una periodo preso proprio dall’articolo di Grillo:

Il pdl vuole un presidente di garanzia, un salvacondotto per i processi dello psiconano. Il pdmenoelle vuole anch’esso un presidente di garanzia, che lo tuteli dalla prossima bomba ternmonucleare del MPS. Entrambi vorrebbero un presidente “Quieta non movere et mota quietare (Non agitare ciò che è calmo, ma calma piuttosto ciò che è agitato).

Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio?

Repubblica Mobile
Sicuramente vi sarà capitato di navigare in internet con il vostro smartphone, e magari avrete avuto la necessità di cercare qualche informazione sul Corriere, per esempio, oppure sul sito di Repubblica; a mi correggo, da qualche mese a questa parte, il sito di Repubblica mobile è indisponibile o meglio è disponibile pagando un cifra (pari a 0,09 euro), che a ogni uno di noi potrebbe sembrare insignificante, ma se chiesto da una testata giornalistica, che è finanziata da ormai tanti anni dallo stato (e quindi da noi) risulta impensabile. Pensate che Repubblica riceve 16.186.244,00* euro di contributi dello Stato all’editoria, che invece di investirli magari per creare un servizio di informazione più efficiente e una pagina mobile libera e gratuita vengono incassati dai direttori, capiredattori e amministratori delegati. Ma la cosa che mi fa più innervosire è come si giustifica la Repubblica per questa sua richiesta, cito testualmente: “Da oggi per navigare su Repubblica Mobile non pagherai più il traffico dati secondo le condizioni del tuo piano tariffario, ma pagherai 0,09 euro a pagina“. Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio? Da come c’è scritto sembra che ci stiano facendo un regalo a concederci la lettura di una pagina a 0,09 euro, giustificandosi dicendo che non pagheremo più il traffico dati del nostro piano tariffari0. Io per esempio pago 5 euro al mese per avere il collegamento ad internet sul mio cellulare e in più dovrei pagare Repubblica? Anche se io spreco dati per collegarmi al sito di Repubblica il prezzo del mio abbonamento rimane invariato e quindi non vedo perché dovrei pagare 0,09 euro se comunque il mio piano tariffario rimane invariato. La Repubblica ha tutte le ragioni per rendere a pagamento questo servizio ma almeno non dovrebbe prenderci in giro pensando che i cittadini siano stupidi e ingenui, e se ritengono di mantenere questo costo dovrebbero almeno cambiare la dicitura dell’avviso dicendo: “Siccome non ci bastano i soldi che riceviamo dai finanziamento pubblici, abbiamo deciso di rendere a pagamento questo servizio aggiungendo il costo sovrimpressione al vostro piano tariffario”

Anonymous contro Casapound!

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« Noi siamo Anonymous. Noi siamo legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci! ». Questo è il motto di Anonymous, gruppo di hacker internazionale che intraprende azioni e proteste mediante l’attacco web e DDos. L’origine del nome si ispira, come avrete sicuramente capito, all’anonimato e alla volontà di agire senza identificarsi. Questa specie di associazione è attiva a livello internazionale ed in Italia è rappresentata e si esprime mediante il suo blog: http://anon-news.blogspot.it. Ultimamente Anonimous Italia ha lanciato una petizione con la correlata raccolta firme per chiudere Casapound, partito che si dichiara fascista e che si è perfino presentato alle ultime elezioni. Diversi membri di questo partito hanno dato vita ad azioni di violenza e di razzismo come: l’uccisione di due senegalesi oppure l’attentato incendiario di alcuni negozi ebrei. Insomma un vero e proprio movimento fascista moderno. L’eliminazione di questo partito dal panorama italico era stato proposto dall’allora senatrice a vita Rita Levi-Montalcini, che però non ha trovato approvazione vista la caduta del Governo. La petizione lanciata appunto da Anonymous chiede al Presidente della Repubblica e al futuro Governo, avvalendosi della legge 1952 n.645 art. 4, la quale afferma lo scioglimento e l’eliminazione alle associazioni fasciste, di chiudere Casapound. Insomma Anonymous Italia chiede fortemente la cancellazione di questo pseudo-partito affermando che il fascismo lede alla libertà e all’uguaglianza dei cittadini.

Per firmare la petizione contro Casapound clicca sull'immagine

Per firmare la petizione contro Casapound clicca sull’immagine

Bt VS Telecom

Logo Bt

Logo Bt

Per ricollegarci all’argomento dello scorso articolo, oggi vorrei parlarvi delle compagnie che offrono la linea telefonica e di conseguenza il servizio internet, facendo il paragone tra la Bt e la Telecom. Partiamo con il parlare di queste due aziende; sicuramente conoscerete la Telecom, compagnia che si occupa di fornire il servizio telefonico soprattutto nel territorio italiano, invece la Bt è il corrispondente ente, che si occupa di fornire questo servizio nel territorio inglese. Tutte le altre compagnie (almeno il Italia e in Inghilterra), per offrire un servizio ai suoi utenti e per garantire l’allaccio alla linea telefonica devono far riferimento a queste due compagnie, che si occupano di far arrivare la linea nelle nostre case. La differenza sostanziale tra queste due società è il servizio. Telecom che con i suoi prezzi proibitivi, sostanzialmente impone il suo dominio in tutta Italia, offrendo una velocità e una connessione ad internet poco efficiente e sicuramente con un servizio che è indubbiamente inferiore alla media degli altri paesi europei. Mentre, per prendere un riferimento estero, la Bt, sotto tutti i punti di vista, è la compagnia che qualsiasi appassionato di internet si sognerebbe ma che in qualche modo è dovuta a tutti i cittadini, perché internet è informazione libera, pulita e indipendente. La Bt, fornisce molteplici servizi come: una velocità di connessione davvero ad alta velocità che arriva anche a 70 Mb al secondo ad un prezzo di £ 20 (pari a 23 euro), a differenza della Telecom, che soprattutto nei paesini più piccoli, non arriva neanche a mezzo Mb al secondo pagando un prezzo di 40 euro al mese. Oppure come non parlare del servizio offerto da Bt per la così detta “wifi zone”. Praticamente Bt ha creato, una vera è propria, linea wifi pubblica, sparsa per tutta l’Inghilterra, che dà libero accesso a tutti i suoi utenti, mediante l’utilizzo di milioni di hotspot, ma il quesito è dove sono e come sono installati questi hotspot. La questione è molto semplice, all’istallazione del modem, la Bt chiede ai i suoi consumatori se vogliono aderire a questa iniziativa, dopo aver accettato la compagnia creare due reti wifi, una casalinga privata (riservata al consumatore) e una pubblica (per la collettività); ma la cosa più interessante è che gli utenti non verrano privati della loro connessione se altri ne usufruiranno in maniera esagerata (intendo scaricando una grande quantità di file), ma grazie ad un algoritmo studiato a posta, il sistema darà un certo numero di Mb alla collettività per quanti rimarranno nel nostro piano tariffario. Per esempio se io ho 70 Mb e ne utilizzo solo 40, i rimanenti saranno dedicati alla collettività, senza causare dissapori all’utente finale e nello stesso tempo accontentando la collettività. Cosa ci vorrebbe ad attuare un servizio simile nel nostro paese? Perché Bt si e Telecom no?