Candidatura ai Macchianera Italian Awards 2013

Il 20, 21 e 22 settembre 2013 si terrà la premiazione dei migliori blog italiani presso il BlogFest a Rimini, ovvero i Macchianera Italian Awards 2013. Ci saranno i più importanti blogger, account Facebook e Twitter. Naturalmente la votazione sarà effettuata dal popolo del web. Ora non vi chiedo di inserire il mio blog (www.salvatorecugliari.wordpress.com) in questa classifica visto che ho molta strada da fare, ma se mi troverete appropriato ad una categoria non mi dispiacerebbe se faceste il mio nome. Grazie in anticipo.
Ps. La scheda da compilare la troverete giù e mi raccomando leggete bene il regolamento

Annunci

Un futuro già scritto

mano-che-scrive-lettera

Presente, passato e futuro. Presente, passato e futuro. Presente, passato e futuro. Sembra una lezione di grammatica per le elementari. Sembrano sole dei tempi verbali. Cose che si lasciano sul banco di scuola. Ma non è così. Queste tre parole sono delle tappe importanti della nostra vita. Sono quei momenti in cui si articola la nostra esistenza. Tutti abbiamo un passato. Tutti siamo siamo stati piccoli. Nessuno è nato grande. Il presente lo viviamo quotidianamente. Ma poche persone pensano al futuro. Per molte persone il futuro non è importante. Molte persone vivono alla giornata. Si occupano di quello che gli capita per le mani. Non vanno oltre la siepe. Molte persone invece guardano al futuro. Ma ci sono due gruppi di persone che compongono i nuovi futuristi. Ci sono quelli con un futuro già scritto e ci sono quelli che hanno preso una penna in mano e hanno appena cominciato a scrivere una poesia. Una poesia profonda. Una poesia semplice ma che colpisce. Ci sono persone che hanno già il papà medico e faranno il medico. Ci sono persone che hanno la madre assicuratrice e faranno l’assicuratore. Ci sono persone che hanno il nonno manager e faranno i manager. Ci sono invece persone che non solo superano la siepe ma che perfino la calpestano. Ci sono persone che pur avendo una sistemazione stabile con un buon stipendio cercano un’ufficio di scollocamento. Ci sono persone che sono stanche dei soliti lavori e addirittura se ne inventano degli altri. C’è chi va controcorrente. C’è chi cerca un lavoro che esalti le sue capacità pur percependo una sciocchezza. C’è chi non vuole dipendere da nessuno. C’è chi si definisce uno freelance. E poi ci sono io. Un ragazzo di 14 anni. Un ragazzo che punta in alto. Un ragazzo che non si accontenta dei traguardi, ma che vuole sempre di più. Un ragazzo che passa i pomeriggi a scrivere su un blog, che magari non legge nessuno, ma almeno ci prova e ci crede. Crede nelle sue capacità. Crede nelle sue potenzialità.

Tutti crescono

goccia acqua che cade bellina

“Il tempo scorre o non trascorre mai, a volte non esiste” così canta Raf in una delle sue canzoni.
Pensandoci su concretizzi che il tempo passa, forse anche troppo velocemente.
Sembra solo ieri quando trascorrevi tutti i tuoi pomeriggi a giocare con i Lego, eppure ora ti ritrovi un giorno prima degli esami di maturità.
Non tutti si accorgono di come sia breve la vita, una goccia nell’oceano dell’eternità.
Eppure avverti che stai diventando grande quando la mattina per andare a scuola non ti accompagna più nessuno, ma devi andare da solo.
Quando ti ritrovi in mezzo a duemila scartoffie per scegliere la giusta facoltà a cui dovrai iscriverti, oppure quando i tuoi genitori non fanno più molti problemi sull’orario di rientro.
Te ne rendi conto quando ti senti più responsabile del tuo futuro.
Quando iniziano a mancarti i tuoi uscendo di casa, quando l’ultimo giorno di scuola ti scappa una lacrima per quello che è stato, per quello che sarà.
Per essere costretto ad abbandonare dei compagni di vita con cui hai trascorso 5 anni.
Lo percepisci quando è arrivata la famosa “notte prima degli esami” di cui hai sempre visto i film, ma questa volta sarai tu uno dei protagonisti.
Di cui tutti ne parlano, ma ti sembrava che non arrivasse mai.
Eppure, eccola qua.
Scopri di essere veramente cresciuto quando ascolti all’infinito la stessa canzone, butti giù quattro righe, speri che sfogliando tutti i ricordi accumulati fin qui si possa magicamente rincominciare tutto da capo, proprio come quando premi rewind appena finisce la canzone.

di Filippo Maria Callipo

Arrivano le rubriche…

Sono ormai passati tre mesi dall’apertura di questo Blog che ha segnato l’inizio di una bellissima avventura che spero continuerà a lungo. Sono cresciuto molto anche grazie a voi. Ho una media giornaliera di 48 visualizzazioni e nel mio portale ci sono 73 articoli pubblicati. La pagina facebook “Express Yourself” da pochi mi piace ha raggiunto un discreto numero di gradimenti e visualizzazioni (un ringraziamento speciale per questo va a Filippo Callipo). Sono arrivato ad avere 21 persone iscritte al Blog che ricevono un’email ogni qual volta pubblicho un articolo. Come avrete notato posto un articolo al giorno dal Lunedì al Sabato, quasi sempre verso le 14:00 – 15:00. Da questa settimana ci saranno delle, se così si può definire, “new entry”. Ognuno di essi si occuperà e gestirà una rubrica da lui personalizzata e curata. Per ora posso dirvi con sicurezza che ogni Venerdì troverete un articolo nella rubrica Sophy, gestita da Sophia Mercatante. Per le altre (sono tre in soppeso) dovrò aspettare qualche giorno per darvi una conferma definitiva. Insomma sto cercando di ampliarmi per offrirvi un’informazione sempre più completa e che venga da diversi punti di vista. Spero che gradiate questa novità e continuiate a seguimi numerosi e sopratutto a commentare sempre di più i mie post. Grazie.

L’ozio costruttivo

spina

Salvatoreeeee, vieni a darmi una mano, che non stai facendo niente!!! Salvatoreeee non stare con le mani in mano!!!! Quante volte vi avranno accusato di non far niente. Di pensare tanto ma di agire poco. Nella società di oggi, sopratutto nei grandi centri abitati, non c’è mai un po’ di calma: vai di là, vai di qua, prendi i bambini, fai a fare la spesa, vai dal dottore, prendi questo e porta quello. Non abbiamo mai un po’ di tranquillità. Non abbiamo più un momento di confronto con il nostro io. Un po’ di tempo da dedicare al nostro ozio, al nostro non far nulla. Perché in fin dei conti il non far nulla non dev’essere per forza controproducente. L’oziare può essere davvero utile. Può essere particolarmente costruttivo. Certo non far proprio nulla a lungo andare si ritorcerà contro di noi, ma l’ozio saltuario è, secondo me, fondamentale per la nostra crescita e maturazione psicologica. Molto spesso, come si suol dire, bisognerebbe staccare la spina. Prendersi un momento di pausa, per tornare “all’attacco” ancora più forti e vigorosi. Prediamoci un po’ di tempo per pensare, meditare e sopratutto ideare. D’altronde i grandi progetti, le grandi invenzioni sono nati, il più delle volte, per caso. Una casualità determinata dal non far nulla. Dall’abbandonare la vita quotidiana per prendersi un momento di pausa. Fermiamo la nostra macchina del darsi da fare, parcheggiamola e andiamo a passeggiare per la nostra mente e nei nostri pensieri. Andiamo a scovare i nostri pregi e i nostri difetti. Riflettiamoci. Andiamo a spulciare nelle nostre incognite. Andiamo a ragionare su quello che ci turba. Fermiamoci. Riprendiamo la nostra macchina ormai carica di benzina riflessiva. Ingraniamo la marcia e ripartiamo.

Quello che non sei

IMG_ART_AlboPress

A volte vivendo, tra un viaggio mentale e l’altro, ti accorgi che la tua vita non è altro che una recita, semplicemente ti sembra di essere un attore che sta girando un film. Tutto è già scritto.
Bisogna solo immedesimarsi la parte che ci hanno affidato, recitare il copione che ci è stato assegnato. Un compito abbastanza facile, non richiede molto sforzo, se non fosse per il fatto che non è tua la direzione verso cui stai andando. Allora come tutti quegli attori capricciosi, anche tu sei stanco di seguire la sceneggiatura che non senti tua, che non ti appartiene. Vai su tutte le furie, sbatti il copione in faccia al regista, rifiutandoti di seguire quella mediocre messa in scena. Preferisci seguire il tuo istinto, decidendo da solo quale parte recitare o il copione da scrivere, perché la tua storia sarà sicuramente migliore di quella che è già stata scritta. Non tanto perché sia più originale o creativa, o perché metta maggiormente in luce il tuo personaggio, ma semplicemente perché appartiene a te. Perché solo così puoi sentirti veramente protagonista del tuo film… Vivo nella tua vita.
Ma come tutti i bravi attori, anche noi, non possiamo fare per sempre i ribelli infischiandocene di quello che dicono il regista ed i produttori. Bisogna eseguire gli ordini impartiti, fare un profondo respiro, stringere i denti e riprendere la sceneggiatura nel punto in cui era stata lasciata. Solo così si può sopravvivere nel mondo del cinema.
Solo così si può sopravvivere nella vita vera.
Raramente capita che l’attore sia anche il regista. Solo i più bravi riescono ad esserlo, o meglio, solo i più coraggiosi riescono nell’intento.

di Filippo Maria Callipo

Milone, un eroe senza tempo

400px-Louvre_statue_DSC00917

Oggi voglio raccontarvi una storia. Una storia che reputo molto significativa e molto attuale anche se ambientata nel VI secolo a.C.. Un racconto molto interessante, che spero vi faccia riflettere e pensare, pensare, pensare…

Un tempo un eroe, un guerriero, un’atleta spopolava in Grecia. Il suo nome era Milone. Si narra che Milone possedesse una forza straordinaria: riusciva a sollevare un uomo con un solo dito ed era alto circa due metri. La sua prima apparizione alle Olimpiadi risale al 540 a.C., all’età di soli 15 anni. Ancora ragazzo riuscì a portare a casa diverse vittorie. Sei alle Olimpiadi, altri sei ai Giochi Pitici, dieci ai Giochi Istmici e nove ai Giochi Nemei. La sua specialità era l’orthopale. L’orthopale era un tipo di lotta in posizione eretta, che consisteva nell’abbattere l’avversario a terra senza appoggiare al suono nessuna parte del corpo, a parte i piedi. Chi abbatteva l’avversario, per un totale di tre volte, veniva proclamato vincitore. Era una lotta davvero impegnativa e stancante. Si narra, che Milone si allenava per questa lotta, portando un toro di quattro anni sulle spalle; e dopo aver fatto diversi giri di campo, si racconta, che lo mangiasse in un solo giorno. Arrivato ormai, ad una veneranda età, Milone partecipò per la settima volta alle Olimpiadi. Si dovette scontrare con un suo discepolo, di nome Timasiteo, il quale si inchinò senza nemmeno iniziare a combattere, in segno di ammirazione e venerazione verso il suo maestro. Insomma una vita ricca di vittorie per l’atleta Milone. Ormai 80enne, si ritirò dalla sua carriera sportiva e si dedicò al pascolo delle pecore. Ma Milone non riusciva a stare con le mani in mano, per Milone la vita era una continua competizione, dalla quale non poteva tirarsi indietro. Un bel giorno, mentre passeggiava per i campi di Croto, egli trovò davanti a sé una quercia. Una quercia, che decise di spezzare in due parti. Egli infilò le dita nell’albero e cominciò ad allargare il tronco della quercia. Ad un certo punto però, le forze lo abbandonarono e Milone rimase incastrato nella morsa del suo “avversario”. Durante la notte, Milone fece una morte orribile: fu divorato e sbranato dai lupi della zona.