Berlusconi è in agonia

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Berlusconi è in agonia. Sta affondando in un mare di provvedimenti, sentenze e condanne da lui stesso create. Non riesce più a stare a galla. Ha una zavorra che gli sta attaccata al piede. La zavorra della giustizia. Una giustizia che prima o poi doveva fare il suo corso. Ha un polipo a due teste che gli impedisce di muoversi. Il giudice Giulia Turri e il magistrato Ilda Boccassini gli stanno al collo. Non sa più che pedina muovere. Non bastano più i galleggianti lanciati dal suo avvocato Niccolò Ghedini. Non servono più soldi per pagare decine di persone (fra cui due deputati) per giurare il falso. Berlusconi sta annegando. I fatti parlano e Silvio tace. Prostituzione minorile e concussione sono reati troppo gravi anche per un uomo di potere come il Cavaliere. Non c’è più niente da fare. Al Tappone sta sprofondando in un solco così profondo da cui sarà difficile risorgere. Il Governo ad personam non è riuscito a sviare la sentenza. Berlusconi ha fallito. Milioni di italiani, che tutt’ora nel 2013, votano Berlusconi hanno fallito. Il Governo non cadrà, ma il PD dovrebbe farsi un lungo e inteso esame di coscienza. Dovrebbe rendersi conto con chi sta governando. Dovrebbe rendersi conto chi è Berlusconi. Chi è il PDL. Ci sono, al momento, diverse incognite che sicuramente si risolveranno nei prossimi giorni. Una delle più importanti sarà vedere cosa farà Letta, ma sopratutto, cosa farà Giorgione. Un dato certo sarà vedere i media difendere spudoratamente Berlusconi. Ma d’altronde a vivere disinformati siamo abituati.

Jump! Dal Parlamento mi tuffo

Jump

Dopo il Parlamento molti politici, visto che siamo in tema acquatico, non sanno più che pesci pigliare e molto spesso questi personaggi si buttano, o meglio jampano di qua e di la, intascando per dì più una liquidazione d’oro (pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità moltiplicato per ogni anni di mandato effettivo). Questo assegno di fine mandato avrebbe il compito di agevolare i politici che non sono riusciti a rientrare il Parlamento, circa 600 per questa legislatura, per essere reintrodotti nel mondo del lavoro. Lavoro che molti politici mantengono anche durante il mandato come afferma Sergio Rizzo, il giornalista del Corriere della Sera che da tempo denuncia i privilegi della Casta: “Rispetto agli altri paesi, in Italia, anche da eletti, è possibile continuare a portare avanti la vecchia professione”, precisa. E se le imprese devono aspettare “almeno 180 giorni” per riscuotere i crediti con lo Stato, per i parlamentari non c’è bisogno di attendere. Per la Casta basta un mese per incassare l’assegno”. Ma rientriamo nel tema di oggi. L’altra sera, su canale 5, alla trasmissione televisiva “Jump! Stasera mi tuffo” chi vedo nella giuria? Riesco ad intravedere (non vedo bene perché ormai i mie occhi sono pieni zeppi di fotogrammi che ritraggono politici in varie trasmissioni televisive) l’ex deputata del PD, Paola Concia, in una veste molto differente da onorevole, cioè nei panni di un giudice televisivo. E si tanto dopo essersi seduta in Parlamento la poltrona di arbitro in uno show televisivo gli mancava eccome. Ma la cosa che mi fa più storcere il naso è quando vedo una come la Concia, che non ha mai (e per questo l’ammiro molto) nascosto la sua omofobia e che per la difesa dei diritti degli omosessuali si è molto battuta ed è sempre stata in prima linea, andare nelle reti Mediaset, di proprietà di Silvio Berlusconi che sull’omosessualità ha fatto battute poco felici. Questo avvenimento rispecchia molto bene la serietà e la coerenza dei nostri rappresentanti politici che dopo anni passati in Parlamento, un universo a distanza abnorme dalla vita quotidiana, quando si vedono catapultati nella realtà non sanno più a che santo votarsi e anche se siano di destra, sinistra o centro finiscono per buttarsi nelle braccia del Cavaliere, che “santi” dietro le spalle deve averne parecchi visto tutti i provvedimento giudiziari che è riuscito a superare.