Tutti crescono

goccia acqua che cade bellina

“Il tempo scorre o non trascorre mai, a volte non esiste” così canta Raf in una delle sue canzoni.
Pensandoci su concretizzi che il tempo passa, forse anche troppo velocemente.
Sembra solo ieri quando trascorrevi tutti i tuoi pomeriggi a giocare con i Lego, eppure ora ti ritrovi un giorno prima degli esami di maturità.
Non tutti si accorgono di come sia breve la vita, una goccia nell’oceano dell’eternità.
Eppure avverti che stai diventando grande quando la mattina per andare a scuola non ti accompagna più nessuno, ma devi andare da solo.
Quando ti ritrovi in mezzo a duemila scartoffie per scegliere la giusta facoltà a cui dovrai iscriverti, oppure quando i tuoi genitori non fanno più molti problemi sull’orario di rientro.
Te ne rendi conto quando ti senti più responsabile del tuo futuro.
Quando iniziano a mancarti i tuoi uscendo di casa, quando l’ultimo giorno di scuola ti scappa una lacrima per quello che è stato, per quello che sarà.
Per essere costretto ad abbandonare dei compagni di vita con cui hai trascorso 5 anni.
Lo percepisci quando è arrivata la famosa “notte prima degli esami” di cui hai sempre visto i film, ma questa volta sarai tu uno dei protagonisti.
Di cui tutti ne parlano, ma ti sembrava che non arrivasse mai.
Eppure, eccola qua.
Scopri di essere veramente cresciuto quando ascolti all’infinito la stessa canzone, butti giù quattro righe, speri che sfogliando tutti i ricordi accumulati fin qui si possa magicamente rincominciare tutto da capo, proprio come quando premi rewind appena finisce la canzone.

di Filippo Maria Callipo

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Quello che non sei

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A volte vivendo, tra un viaggio mentale e l’altro, ti accorgi che la tua vita non è altro che una recita, semplicemente ti sembra di essere un attore che sta girando un film. Tutto è già scritto.
Bisogna solo immedesimarsi la parte che ci hanno affidato, recitare il copione che ci è stato assegnato. Un compito abbastanza facile, non richiede molto sforzo, se non fosse per il fatto che non è tua la direzione verso cui stai andando. Allora come tutti quegli attori capricciosi, anche tu sei stanco di seguire la sceneggiatura che non senti tua, che non ti appartiene. Vai su tutte le furie, sbatti il copione in faccia al regista, rifiutandoti di seguire quella mediocre messa in scena. Preferisci seguire il tuo istinto, decidendo da solo quale parte recitare o il copione da scrivere, perché la tua storia sarà sicuramente migliore di quella che è già stata scritta. Non tanto perché sia più originale o creativa, o perché metta maggiormente in luce il tuo personaggio, ma semplicemente perché appartiene a te. Perché solo così puoi sentirti veramente protagonista del tuo film… Vivo nella tua vita.
Ma come tutti i bravi attori, anche noi, non possiamo fare per sempre i ribelli infischiandocene di quello che dicono il regista ed i produttori. Bisogna eseguire gli ordini impartiti, fare un profondo respiro, stringere i denti e riprendere la sceneggiatura nel punto in cui era stata lasciata. Solo così si può sopravvivere nel mondo del cinema.
Solo così si può sopravvivere nella vita vera.
Raramente capita che l’attore sia anche il regista. Solo i più bravi riescono ad esserlo, o meglio, solo i più coraggiosi riescono nell’intento.

di Filippo Maria Callipo

Si fa alla londinese!

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E ti ritrovi a notte fonda al piano di sopra di uno di quegli autobus rossi che hai sempre visto in cartolina o in televisione, seduto accanto a un tuo migliore amico dopo un venerdì sera che ti sembra un’oasi nel deserto dopo la settimana lavorativa, investito da fiumi di birra… pub… grandi amicizie coi tipi seduti allo sgabello di fianco. E ti ritrovi a lottare con una palpebra più tremolante dell’altra. Difficile tenere gli occhi aperti. Un’ora e mezza di viaggio per arrivare a destinazione. Dovresti rimanere vigile più che per paura di mancare la fermata, per il timore che si facciano incontri indesiderati. E mentre stai proprio per addormentarti, una persona di colore si avvicina e inizia a parlarti. Ti risvegli. Sei all’oscuro delle intenzioni del tizio. Il tempo di recuperare un minimo di lucidità e rimani fulminato dai suoi occhi verdi. 
Solo successivamente ti accorgi che siete accomunati dalle pinte di troppo bevute sul finale di serata. All’inizio sei quasi scocciato della sua presenza, poi ascoltando con attenzione quel fiume di parole che butta giù tutt’insieme, ti accorgi che inizia a parlarti di musica, del senso della vita e di come queste due cose siano correlate. 
Ti si apre davanti un mondo nuovo, una vita nuova, dove per ogni istante c’è una colonna sonora di sottofondo. Riproduzione casuale e, guarda caso, ritorna sempre la canzone più adatta per la situazione. 
E così come in questa visione un po’ frutto dell’alcool, un po’ come da un desiderio nascosto, non poteva mancare un po’ di musica su quell’autobus che viaggiava nel cuore della notte a tutta velocità, nel completo rispetto del codice stradale, come trasportato da forze misteriose. 
L’uomo estrae da una custodia, di cui fino a quel momento avevi ignorato la presenza, un sassofono, strizzi gli occhi per l’incredulità, li sfreghi ripetutamente, ma sembra tutto vero. 
Inizia a suonare. Si sentono le prime note: do fa do fa 
imagine there’s no heaven 
it’s easy if you try 
do fa do fa 
no hell below us above 
us only sky 
Quale miglior canzone per quel momento. Dal nulla ti accorgi che dai sedili davanti spuntano uno ad uno diversi passeggeri, Ti volti verso il tuo amico… vi guardate fissi negli occhi, increduli del momento e presi dall’attimo iniziate a cantare insieme a tutti quei misteriosi compagni di viaggio sulle note di quella straordinaria canzone come se foste amici da sempre, compagni di mille battaglie, uniti in una sola voce, come se fosse più quella casa tua, che il posto in cui sei cresciuto per una vita intera. I brani si susseguono, pian piano l’autobus si svuota e ti rendi conto che siete rimasti soltanto in tre: tu, il tuo migliore amico e un nuovo amico che non dimenticherai mai. L’autobus si arresta, fai in tempo ad accorgerti che è la tua fermata. Ma fai anche in tempo a salutare frettolosamente quella conoscenza che ti ha sconvolto la nottata. 
Ora, sotto la pensilina invasa dalle pubblicità, tu ed il tuo amico avete ancora un attimo di titubanza… gli occhi spalancati nella notte, incrduli. 
Ma è tutto vero… o è stato solo un sogno? 
Everything could happen in LONDON!

di Filippo Maria Callipo

Punti di vista

punti di vista

Il mondo, la vita, le persone, è tutto questione di prospettiva
C’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi mezzo pieno.
Chi segue la massa, la mandria, il gregge.
Oppure, come il salmone, chi risale il fiume andando contro corrente.
Si può vivere straordinariamente nella propria ignoranza.
Qualcuno preferisce sentirsi un po’ più solo, ma vivere pienamente.
C’è chi vorrebbe crescere in fretta per sentirsi “più grandi”.
E chi è già adulto vorrebbe tornare giovane per sentirsi bimbo per sempre.
La maturità si raggiunge anagraficamente e con la patente.
O più semplicemente interiormente.
C’è chi preferisce stare con i propri coetanei, con gli amici di sempre.
E chi invece con persone più grandi che di te non sanno niente.
C’è la politica di destra o di sinistra.
Chi è conservatore e chi attivista.
Il ladrone e l’arrivista.
Chi ruba e viene arrestato.
E qualcuno che “mette mani al tuo portafoglio” per il bene dello Stato.
C’è chi vive sulla cresta dell’onda.
E la maggior parte del popolo che per poco non affonda.
Abbiamo un’Italia meravigliosa,
quella della costa
quella dell’entroterra.
Ci troviamo il terrone ed il polentone
Qualcuno, a poco dire, figlio della magna Grecia.
Altri a ben vedere figli di popoli barbari invasori.
Si festeggia l’unità d’Italia.
Ma i “pazzi” maledicono i mille e Garibaldi.
Ci sono famiglie che non aspettano altro che un cento e lode.
E chi si accontenta del 60 e del calcio nel posteriore,
che poi magari vai a vedere può darsi che diventi un affermato redattore..
o un esperto pallavolista, quasi un supereroe.
Si invidia la vita altrui,
non rendendosi invece conto di quanto sia difficile,
tanto che te la regalerebbe volentieri:
Ne farebbe a meno oggi e ieri.
Il mondo è pieno di gente.
Non è giusto o sbagliato.
Non c’è da giudicare,
condannare o salvare.
Forse bisogna solo immedesimarsi nei panni degli altri e considerare, valutare, ponderare.
Perché ogni punto di vista potrebbe essere un mito da sfatare.

di Filippo Maria Callipo

L’erba voglio

change

Si dice che l’erba voglio cresca solo nel giardino del re. Ma almeno per un po’ voglio che cresca anche nel mio. Giusto per dare vita solo per un attimo alla mia immaginazione e cercare di pensare un mondo per una volta migliore.
Voglio guardarmi intorno e vedere persone libere dalle catene della società. Libere da pregiudizi. Libere dalla paura dei giudizi. Libere da tutti gli schemi.
Voglio vedere gente completamente diversa che si dimentichi di indossare l’uniforme conformista e sia finalmente se stessa.
Voglio un mondo dove le religioni non la facciano da padrone che non monopolizzino le menti delle persone rendendole “cieche”.
Voglio che siano svelati tutti i segreti della Chiesa di Roma, tra loro non vedo santi.
Voglio una civiltà aperta a tutto, con ampi orizzonti. La “mentalità del paesino” non serve più, viviamo nel XXI secolo!
Voglio una politica con delle vere ideologie, quella scomparsa dopo Almirante e Berlinguer.
Voglio una musica che trasmetta emozioni, mi scoppia la testa a furia di ascoltare tutto questo “tunz tunz”.
Voglio che esista una sola amicizia, quella vera e sincera.
Voglio che ci siano solo amori corrisposti, sennò che senso ha correre sempre, senza fermarsi mai?
Voglio un mondo senza malattie.. in cui le case farmaceutiche non “blocchino” la ricerca..
Voglio che i giganti del petrolio smettano di “nasconderci” le automobili che utilizzano fonti energetiche alternative.
Voglio un mondo privo di bugie, dove esiste un’unica verità.
E non mi riferisco a quella che ci fanno pervenire attraverso le fonti di informazione.
Voglio la verità sulle morti di Enrico Mattei e John Fitzgerald Kennedy…
La verità sulle morti di Falcone e Borsellino e sulla collusione tra la mafia e i servizi segreti italiani.
La verità sull’attentato dell’11 Settembre, su quello di Boston e sulla guerra in Medio Oriente.
La verità sulla trilaterale, la bilderberg, gli illuminati e anche e soprattutto su MARIO MONTI, senza tralasciare gli imbrogli della BCE (Banca Centrale Europea) e la truffa dell’Euro.
Voglio che tutti spalanchino gli occhi, che si informino al di fuori dei giornali e della televisione, che migliorino la propria cultura, che vedano le cose e il mondo dal proprio punto di vista, che diventino più scettici e sappiano raggiungere la verità, ma quella vera.
Forse un mondo così non esisterà mai. Allora è inutile immaginare.
Taglio l’erba del re…
E mi accontento un po’ insieme a Liga di quel che c’è.
“Voglio… un mondo comico…voglio un mondo che faccia ridere…”

di Filippo Maria Callipo

Stop!

stop

È ora di dire basta.. a tutto questo!
Basta mentire e dire che tutto va bene anche se c’è sempre un problema.
Basta chiedere alle gente come sta, se non interessa davvero.
Basta con le ipocrisie e la falsa educazione solo perché lo si deve fare per rispetto.
Basta dare del Lei e del Voi ci si può rispettare anche con il tu.
Stop alle formalità, ormai sono morte.
Basta fingere che le ore scolastiche facciano schifo nonostante tutti sappiano che le migliori risate si fanno tra i banchi di scuola.
Basta studiare ore e ore per ottenere voti alti se una volta uscito dalle superiori non si sa affrontare il mondo.
Basta fingere di non sapere niente e poi prendere 8.
Basta far prendere impreparati ai compagni e poi alzare la mano per andare volontari.
Basta alla finta meritocrazia che manda avanti i buoni a nulla.
Basta agli opportunisti che vengono anche lodati.
Stop alla scuola italiana, ormai è morta..
Basta ai politici corrotti che si fanno salvatori della patria..
Basta a chi dorme in Parlamento invece che a casa propria. Per non parlare di coloro che giocano al cellulare.
Basta a coloro che si definiscono di destra o di sinistra. Comunisti o fascisti.
Stop alla politica italiana, ormai è morta.
Basta al consumismo, ma soprattutto al conformismo.
Basta a coloro che si vestono tutti uguali perché va di moda.
Basta essere automi costruiti dalla società.
Basta a questa gioventù bruciata e priva di cervello.
Basta alle false amicizie. Ma soprattutto all’egoismo e l’egocentrismo.
Basta a chi è sempre pronto a giudicare gli altri e mai se stesso…
Basta a questa società malata che sta portando il mondo allo sfascio.
Basta ai moralismi e in particolare ai moralisti.
Basta agli ipocriti… che fanno anche pena.
Basta ai pecoroni… e alle pecorelle…
Basta a questa vita tutta in salita.
Non si può fare più

di Filippo Maria Callipo

Il treno ha fischiato

IMG_ART_AlboPress“Il treno, signor Cavaliere.
– Il treno? Che treno?
– Ha fischiato.
– Ma che diavolo dici?
– Stanotte, signor Cavaliere. Ha fischiato. L’ho sentito fischiare…
– Il treno?
– Sissignore. E se sapesse dove sono arrivato! In Siberia… oppure oppure… nelle foreste del Congo… Si fa in un attimo, signor Cavaliere!”

Un semplice fischio di treno, non un treno qualunque ma il treno della fantasia capace di farci uscire dalla quotidianità e dalla monotonia di questa vita, rompendo le catene che ci legano alla massa, ritrovando veramente noi stessi…
Basta maschere.
Stop alla falsità.
Usciamo dal gregge.
Il mondo ha bisogno di originalità!
Perché non essere se stessi? Perché mentire a noi, e essere prede di un gigantesco burattinaio? Facciamo un’altra vita! Una nostra, dove poter essere liberi… liberi di fare ciò che vogliamo… Apriamo la nostra mente, lasciamola viaggiare… basta limiti! Lasciamola inventare, fino ad impazzire. E sì, bisogna essere un po’ folli per vivere questa vita… lo dice anche Vasco… “è un brivido che vola via… è tutto un equilibrio sopra la follia…” Una sola occasione… allora perché sprecarla? “Ci han concesso solo una vita… Soddisfatti o no qua non rimborsano mai…” E se Liga la mette sotto questo punto di vista… Non so voi.. ma sinceramente… la teoria del “chi s’accontenta gode… così… così…” non mi è mai piaciuta… Allora perché guardarsi vivere?
Liberiamoci dalla moltitudine di forme che non ci appartengono… Ricomponiamo il nostro Io… e ricongiungiamoci a Belluca… nel flusso vitale…

di Filippo Maria Callipo