Che cos’è il signoraggio?

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Molto probabilmente non sentirete mai parlare di signoraggio in TV o nei quotidiani, nessuno ci farà mai un talk show al riguardo e nessun dico nessun politico sarà mai attaccato con l’accusa di favorirlo proprio perché è forse il più grande potere dal quale siamo schiavi ogni giorno ma che appare indifferente e trasparente ai nostri occhi.

signoraggio

In parole molto povere il signoraggio è  la differenza tra il valore intrinseco e il valore nominale della moneta. Mi spiego meglio. La creazione delle monete ha dei costi di produzione (costo intrinseco) che è determinato dai costi del materiale usato per produrre la moneta, per la manodopera, per la distribuzione e per le tecniche anticontraffazione. Il valore che è espresso sulla faccia della moneta è il valore nominale. Il signoraggio non è altro che la differenza tra il costo intrinseco e il valore nominale. La produzione delle monete è affidata alle banche, nello specifico in Europa alla BCE (Banca Centrale Europea), che ricordo essere una Spa (Società Per Azioni). Il costo di produzione di qualsiasi moneta è di 0,15 euro quindi, per esempio, il guadagno delle banche su una moneta da 1 euro sarà di 0,85 euro. Le monete che vanno da 0,10 euro in giù sono affidade allo Stato (quindi a tutti Noi) per ovviare alla situazione di far rimettere le banche sui costi di produzione della moneta. Cosa differente va detta per le banconote in cui il signoraggio si manifesta in maniera più eccessiva arrivando quasi al 100%. Infatti, per ogni banconota (da 5 a 500 euro), il costo di produzione è pari a 0,30 euro, questo significa che, nel produrre 500 euro, la BCE guadagna ben 499,70 euro. Inoltre la moneta  è sottoposta ad un interesse (ad es. 3%) che fa lievitare il debito dei cittadini di un Paese, oltre al valore nominale della moneta stessa. In pratica una banconota da 100 euro al cittadino costa 103 euro, mentre alla banca solo 30 centesimi. Ovviare a questo problema sarebbe semplice e del tutto scontato. Basterebbe che lo Stato, una volta tanto sovrano, emettesse moneta senza delegare le banche di farlo riducendo in questo modo il debito del Paese. Il problema però è che i politici non accetterà mai di prendere la stampante perché quest’ultimi NON POSSONO e NON VOGLIONO farlo, per il semplice motivo che disubbidire ad un “datore di lavoro” non è accettabile. Per datore di lavoro mi riferisco alle banche (ndr), che li sponsorizzano e non li CONSEGNERANNO MAI LA “STAMPANTE” perché perderebbero un monopolio su cui possono marciare e guadagnare cifre spropositate con tantissimi zeri al loro seguito.

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Per una RAI libera dai partiti #raisenzapartiti

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Dal blog di Beppe Grillo

Molti mi chiedono perché i partiti che hanno ridotto l’Italia in una comprimaria e consegnato le prossime generazioni alla miseria e all’emigrazione hanno avuto ancora la maggioranza dei voti alle scorse elezioni. La risposta è che una parte della popolazione italiana vive in un gigantesco Truman show, la cui responsabilità va attribuita per intero ai giornalisti italiani, con le solite poche e, in un Paese come il nostro, più che lodevoli eccezioni.E’ in atto una guerra dichiarata contro la realtà, mistificazioni, allusioni, menzogne vengono sputate dall’informazione quotidianamente. E’ un’informazione di regime, totalitaria, simile alle purghe staliniane degli anni ’30. Un’informazione omologata in un grande inciucio per mantenere privilegi, caste, parassiti sociali trasversali. Questa peste che tocca e ammorba chi non ha altre fonti di informazione è pagata dalle stesse vittime attraverso i contributi (diretti e indiretti) ai giornali e dal canone e dalle tasse per la RAI per un servizio pubblico indecente. La RAI è il megafono dei partiti, se la paghino loro. La RAI ha 13.000 dipendenti, di questi meno di 50 sono giovani under 30: lo 0,37%. Nel 2012 nonostante canone e pubblicità ha perso 250 milioni di euro. Chi sono i responsabili di questo sfascio? La RAI va rifondata e trasformata in un servizio pubblico sul modello della BBC senza alcun collegamento con i partiti, senza pubblicità, con produzione di contenuti di qualità sviluppati in prevalenza all’interno e non come ora affidati spesso a società esterne, sommando costi a costi. Il M5S proporrà in Parlamento, come da programma, l’istituzione di un solo canale RAI, senza vincoli verso i partiti, senza pubblicità e la vendita dei rimanenti due canali. Un’informazione libera è fondamentale per il futuro del Paese e per uscire da Matrix.

Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio?

Repubblica Mobile
Sicuramente vi sarà capitato di navigare in internet con il vostro smartphone, e magari avrete avuto la necessità di cercare qualche informazione sul Corriere, per esempio, oppure sul sito di Repubblica; a mi correggo, da qualche mese a questa parte, il sito di Repubblica mobile è indisponibile o meglio è disponibile pagando un cifra (pari a 0,09 euro), che a ogni uno di noi potrebbe sembrare insignificante, ma se chiesto da una testata giornalistica, che è finanziata da ormai tanti anni dallo stato (e quindi da noi) risulta impensabile. Pensate che Repubblica riceve 16.186.244,00* euro di contributi dello Stato all’editoria, che invece di investirli magari per creare un servizio di informazione più efficiente e una pagina mobile libera e gratuita vengono incassati dai direttori, capiredattori e amministratori delegati. Ma la cosa che mi fa più innervosire è come si giustifica la Repubblica per questa sua richiesta, cito testualmente: “Da oggi per navigare su Repubblica Mobile non pagherai più il traffico dati secondo le condizioni del tuo piano tariffario, ma pagherai 0,09 euro a pagina“. Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio? Da come c’è scritto sembra che ci stiano facendo un regalo a concederci la lettura di una pagina a 0,09 euro, giustificandosi dicendo che non pagheremo più il traffico dati del nostro piano tariffari0. Io per esempio pago 5 euro al mese per avere il collegamento ad internet sul mio cellulare e in più dovrei pagare Repubblica? Anche se io spreco dati per collegarmi al sito di Repubblica il prezzo del mio abbonamento rimane invariato e quindi non vedo perché dovrei pagare 0,09 euro se comunque il mio piano tariffario rimane invariato. La Repubblica ha tutte le ragioni per rendere a pagamento questo servizio ma almeno non dovrebbe prenderci in giro pensando che i cittadini siano stupidi e ingenui, e se ritengono di mantenere questo costo dovrebbero almeno cambiare la dicitura dell’avviso dicendo: “Siccome non ci bastano i soldi che riceviamo dai finanziamento pubblici, abbiamo deciso di rendere a pagamento questo servizio aggiungendo il costo sovrimpressione al vostro piano tariffario”

TV…. Vederla, ma con le giuste PRECAUZIONI!!!

google-tv-adsFin dal 1925, la televisione o TV è stato uno dei mezzi comunicativi di massa, più apprezzati e di rilievo della storia dell’uomo. Si partì con enormi scatoloni in bianco e nero, che erano disponibili solo a persone economicamente benestanti, fino ad arrivare ai giorni nostri ad essere di varie forme, dimensioni, peso, con uno spessore che va sempre di più ad assottigliarsi, e cosa più importante, disponibili per ogni tasca; ma il suo utilizzo rimane sempre quello di informare e di tenere aggiornate le persone su varie tematiche come: la politica, la religione, l’attualità, la cronaca e così via. Negli ultimi tempi però stanno, sempre più spopolando, i reality e i talk show, molto diversi tra loro ma con la stessa vocazione in comune: quella di disinformare. Partiamo subito col parlare dei reality, che sono secondo il mio punto di vista una specie di doppia dimensione della realtà, nella quale tutto è amplificato e alterato, facendo molte volte perdere l’orientamento ai ragazzi più giovani, che partecipando a questi programmi, perdono la visione del reale entrando in una specie di “paese delle meraviglie” per poi essere “sputati” in pasto ai media e tempo 2 – 3 anni completamente dimenticati e senza un posto di lavoro stabile. La cosa è alquanto preoccupante, perché un mezzo di così grande importanza non può dare spazio a programmi di questo tipo, che educano i giovani alla violenza, al narcisismo e alla voglia di evadere dal proprio “ego”. Mentre discorso molto più complesso va fatto per i talk show, che a mio parere (sottolineo a mio parere), sono i più corrotti programmi di “disinformazione“. Basta accendere la TV, a qualsiasi ora del giorno, ed è quasi impossibile non trovarsi davanti allo schermo persone sedute a litigare e ad urlare per dire la loro. Soprattutto in politica i talk show sono utilizzati per influenzare e manipolare il voto dell’elettore. Da non dimenticare, sono le emittenti che trasmettono in diretta casi di omicidio e suicidio senza tener conto, che dall’altra parte dello schermo ci possono essere parenti e cari di questa persona, che vivono l’accaduto in silenzio e con un gran dolore e che non vogliono vedere il proprio caro sbattuto in “prima pagina” solo per aumentare l’odiens dell’emittente televisiva. Questo non vuol dire che la TV non sia un valido mezzo di informazione, anzi, ma a mio parere le persone non dovrebbero prendere come oro colato tutte le informazioni che gli vengono propinate. Prima di farsi un’idea bisognerebbe informarsi meglio anche sui giornale e sul web che è, per ora, l’unico libero mezzo di informazione (secondo ME), per riflettere e meditare sulla notizia, per poi farsene un’idea più critica e più vero-simile della realtà.

Reality Show

Reality Show

Talk Show

Talk Show

La Croce Rossa, Un Ente Spesso Messo In Secondo Piano…

Conferenza Croce Rossa

Conferenza Croce Rossa

In seguito ad un convegno organizzato dalla Croce Rossa nella mia scuola, ho deciso di scrivere questo articolo per evidenziare l’importanza e l’utilità di questo ente che è spesso poco mensionato sopratutto dalla TV, che mira più su persone come i vip per aumentare l’odiens.

Stemma Croce Rossa

Stemma Croce Rossa


Partiamo con un po’ di storia:

La Croce Rossa è un’associazione nata nel 1863 grazie a Jean Henri Dunant, in seguito alla terribile carneficina e alla disorganizzazione con cui furono portarti i soccorsi nella battaglia di Solferino. Il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (meglio conosciuta come Croce Rossa) costituisce la più grande organizzazione umanitaria del mondo ed è stata candidata più volte per il premio Nobel per la pace.

Detto Questo, in Italia, la Croce Rossa è sempre stata attiva, o meglio dal 1866, è stata sempre attiva e presente nei conflitti che vedono impegnata l’Italia. Secondo il suo Statuto, la Croce Rossa italiana svolge le sue attività si in periodo di pace e si di guerra e non si occupa solo dei feriti o di persone che hanno bisogno di cure, ma anche di persone che hanno bisogno di un sostegno sia morale o economico o di persone poco fortunate, come i bambini che trascorrono gran parte del loro tempo in ospedale, coinvolgendoli in attività ricreative e facendogli, almeno per qualche ora, evadere dalla loro “sfortunata” quotidianità.

La Croce Rossa oltre ad essere presente a livello mondiale e internazionale, è attiva anche a livello locale. Proprio in questo conferenza si è parlato dei problemi nostrani e di come la Croce Rossa cercherà di risolverli. Si è parlato, anche molto, di progetti e manifestazioni organizzate proprio dalla Mezzaluna Rossa ma soprattutto è stato oggetto della manifestazione, l’importanza dei giovani, in questa associazione umanitaria, sottolineando che i ragazzi sono il futuro e che sono proprio loro i più attivi nelle manifestazioni, incentivandone l’iscrizione (che è di solo 16 euro per il primo anno e 8 per il secondo), affermando che i soldi dell’iscrizione saranno devoluti in beneficenza.

Insomma un’associazione davvero importante e di rilievo che è spesso messa in secondo piano dai quotidiani e dalle TV, che si occupano di problemi inesistenti o di intervistare personaggi dello spettacolo che lasciano il tempo che trovano. Io penso che sarebbe molto interessare ritagliare uno spazio per questo ente, per sottolinearne l’importanza, la dedizione e il tempo che questi ragazzi mettono a disposizione delle persone meno fortunate.

Reinventiamoci la Libertà di Conoscere

Tutto è partito da un video di un utente di Youtube (iJulio32) che ha pubblicato un video-sondaggio intitolato proprio “Reinventiamoci la Libertà di Conoscere” partendo dal presupposto che gran parte del territorio Italiano non sia coperto da internet o addirittura da una linea telefonica. Il video è incentrato sul fatto che un paese senza Internet, è un paese che si informa solo mediante la Tv o i giornali che per la maggior parte dei casi sono pilotati dai partiti o dai loro stessi direttori. Perché diciamoci la verità Internet è il futuro, Internet è un mare di INFORMAZIONI postate per la maggior parte da gente comune, da uno di noi, che esprime il proprio pensiero e le proprie idee, e ognuno di noi ha il potere di decidere quale siano le informazioni che ritiene più giuste per farsi poi una propria opinione. Cosa diversa dalla Tv che ci informa solo su quello, che LEI, ritiene più opportuno e giusto. In questo video ci viene proposto di creare una rete pubblica e gratuita, in tutta Italia, mediante l’utilizzo di alcune antenne WiMax. Per cominciare vediamo che cos’è il WiMax: Come Wikipedia riporta il WiMax è una tecnologia di trasmissione senza fili d’accesso a banda larga. In poche parole sono delle antennine (vedi foto) che riescono a creare una rete wifi ad alta velocità che si può estendere per ben 20 Km. Questo significa che basterebbero solo tre o quattro antenne a regione per estendere il segnale per tutto il territorio Italiano, del costo di 150 euro l’una (una cifra insignificante pensando a tutti i soldi pubblici che vengono sperperati in malo modo) ma tutt’ora, nel 2013, l’Italia è sprovvista di una rete libera e gratuita facendo si che i cittadini siano vittime di abbonamenti costosissimi creati degli operatori telefonici. Ma perché non si attuano queste idee? Perché dopo tanti anni di politica nessuno si sia interessato a rendere pubblica la rete Internet? A voi l’ardua sentenza…

Antenna WiMax