Che cos’è l’Eurogendfor?

Stemma

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La rivista n° 117 dell’Unione Nazionale Arma Carabinieri (UNAC) del Febbraio 2012 aveva pubblicato una nota che recitava quanto segue: “L’Arma verso lo scioglimento. L’Unione Europea impone la smilitarizzazione della quarta Forza Armata e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato (…). L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento”. Nulla di cui stupirsi visto che poco più tre anni fa la Camera dei Deputati ratificava all’unanimità l’accordo europeo per la costituzione di una forza armata speciale chiamata: Forza di Gendarmeria Europea (Eurogendfor o EGF). L’Eurogendfor è il il primo Corpo militare dell’Unione Europea a livello sovranazionale. Composta da forze di polizia di tipo militare, è legittimata ad intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE o di coalizioni costituite ‘ad hoc’ fra diversi Paesi. È previsto, inoltre, per questa forza di gendarmeria, uno schieramento standard di 800 uomini, mobilitabili in 30 giorni, più altri 1.500 di riserva. La costituzione di questa forza armata sovranazionale è prevista dalla stipulazione del trattato di Velsen. Questo accordo è stato ratificato dal nostro Parlamento il 14 maggio 2010. Le presenze sono state elevatissime pari a 443 deputati, votanti 442, astenuti 1. Il suddetto trattato prevede secondo l’articolo 21 l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor. È prevista anche all’articolo 22 un’immunità da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali, estesa alle proprietà ed ai capitali del corpo di gendarmeria. L’articolo successivo fa rabbrividire perché decreta che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate. In più l’articolo 28 stabilisce che i Paesi firmatari sono in un certo senso obbligati a rinunciare a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni dell’EGF. Ma il pezzo forte arriva nell’articolo 29, il quale prevede che tutti gli appartenenti all’ “eurogendarmeria” non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio. Il  12 giugno 2010 il trattato di Velsen entra in vingore e con esso fa il suo ingresso la legge di ratifica n° 84  che riguarda in prima linea l’Arma dei Carabinieri, la quale verrà assorbita nella Polizia di Stato, che a sua volta verrà degradata a polizia locale di secondo livello. Insomma l’EGF è un vero e proprio corpo armato che gode di piena autonomia anche perché non risponde delle sue azioni né ai Parlamenti nazionali né a quelli europei, ma presenta “rapporto” (è alle dipendenze dirette dei Governi, attraverso il CIMIN*) che andrà a sostituire la nostra quarta Forza Armata causando una serie di licenziamenti a catena che sicuramente non gioveranno il Paese in questo periodo di forte recessione. Come dichiarato dal deputato del M5S, Alessandro Di Battista, la questione nella commissione esteri non è stata ancora affrontata ma sicuramente nei prossimi mesi, come da lui affermato, cominceranno a studiare bene la questione e a lavorare in commissione. Speriamo che questo avvenga e che si riesca a tutelare non solo l’Arma dei Carabiniere, ma anche tutte le famiglie che da essa dipendono.

*Il CIMIN è il comitato interdipartimentale di alto livello, chiamato CIMIN, acronimo di Comité InterMinistériel de haut Niveau, composto dai rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa aderenti al trattato

E se la tua lingua non fosse riconosciuta?

Inchiesta lanciata su change.org

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Noi sordi abbiamo una lingua senza voce. La nostra lingua, la Lingua dei Segni italiana (LIS), non è riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese. Eppure la LIS rende possibile la comunicazione tra sordi e l’integrazione tra sordi e udenti. Chiediamo quindi al Parlamento italiano di riconoscere ufficialmente la LIS come già avviene in 44 paesi del mondo (tra i quali Iran, U.S.A., Cina, Spagna, Francia).

La convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, riconosceva la LIS promuovendone l’acquisizione e l’uso. Riteniamo che il mancato riconoscimento ufficiale della LIS da parte dell’Italia sia un’inadempienza all’avvenuta ratifica italiana di questa Convenzione.

Il riconoscimento della LIS come una vera e propria lingua garantirebbe la libertà di un sordo di scegliere come comunicare ed integrarsi: un effettivo e illimitato accesso all’informazione, alla comunicazione, alla cultura, all’educazione, ai servizi, alla vita sociale, lavorativa e perfino ricreativa; un’equa rappresentazione politica e giuridica, l’accesso all’istruzione… la dignità.

Siamo un gruppo di ragazzi, tutti sotto i trenta anni. Due cose ci uniscono: siamo sordi e ci siamo incontrati grazie ad una radio. Radio Kaos ItaLis è nata da un’idea che potrebbe sembrare paradossale: creare un progetto radiofonico per promuovere l’integrazione tra sordi e udenti. E ci siamo riusciti, dimostrando a noi stessi che le barriere all’integrazione possono essere superate.

Eppure ci è capitato di dover affrontare diversi problemi dovuti al non riconoscimento della LIS, come non avere la possibilità di poter spiegare al pronto soccorso i nostri problemi di salute o dover trascorrere anni a scuola senza un’assistente alla comunicazione.

Firma la petizione per chiedere a tutti i capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato, al Presidente del Senato Pietro Grasso e al Presidente della Camera Laura Boldrini di impegnarsi affinchè la LIS venga finalmente riconosciuta come lingua ufficiale dal Parlamento italiano.

Chiediamo che finalmente venga riconosciuta la LIS in italia!

I ragazzi di Radio Kaos ItaLis