Multiamo gli abusi di potere…

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Ormai prendere una multa per eccesso di velocità o per aver parcheggiato in doppia fila è entrato nella quotidianità (anche se così non dovrebbe essere). D’altronde a chi non è mai capitato di trovare un avviso sul finestrino della propria autovettura? Alla maggior parte degli automobilisti presumo. La situazione è differente se la multa la prende il sindaco del nostro paese, cittadino che dovrebbe dare l’esempio (anche se sbagliare è umano), ma la cosa più grave è se la multa presa dal primo cittadino viene fatta pagare ai residenti del comune. E’ successo a Pisa, sulla Fi-Pi-Li, dove l’auto con a bordo il sindaco Marco Filippeschi, è stata beccata e di conseguenza multata per eccesso di velocità. Cosa esilarante è che la multa è stata rilevata da un autovelox messo proprio pochi giorni fa dallo stesso sindaco ma cosa assai più sgradevole è che appunto la contravvenzione, di un costo esiguo, pari a 349 euro, è stata fatta pagare, tramite una delibera di Filippeschi, alla collettività; giustificandosi dicendo che ha chiesto all’autista di accellerare a causa di un impegno istituzionale, ma come ricordato dai Cobas (sindacati italiani, la cui connotazione, alternativa a quella dei sindacati confederali, fa riferimento all’essere organizzati a livello locale e non in forma verticistica) si può invocare una scusa del genere (lo stato di necessità) solo in casi particolari come un ferito a bordo, trasporto di sangue o di una partoriente. Insomma un vero è proprio abuso di potere che come afferma Maurizio Bini, consigliere comunale, “Se fosse vero sarebbe gravissimo”. Ma questo non vale solo per il sindaco di Pisa, ma anche per tutti quei governanti che fanno ricadere i loro problemi sulle spalle dei cittadini.

Piccolo Sfogo

Mica noi siamo i servi della gleba,  gli schiavi dello Stato, a mio parere dovrebbe essere l’esatto contrario, lo Stato dovrebbe essere il servo dei cittadini e non viceversa. Perché lo Stato siamo noi, sono i contadini, i mercanti, i piccoli imprenditori, è il popolo lo Stato e non tre o quattro fantomatici politici.  Lo stato è la gente comune, non deve essere nelle mani dei potenti. Noi avremmo il potere di mandarli a casa quando ci pare e piace ma non lo facciamo, perché teniamo al nostro paese e non vogliamo affondare nel baratro. Ma loro no, loro con tutti i loro privilegi, vitalizi, doppie pensioni, auto blu e stipendi da favola sguazzano nell’ipocrisia e nei guai dell’Italia, fregandosene  altamente di come è davvero qua giù, giù perché loro stanno sù? No signore. Lo stato dovrebbe risolvere i problemi dei cittadini non far ricadere i suoi problemi su di noi. Prima o poi anche loro scenderanno dal piedistallo, e cosa si troveranno tra le mani? Un paese piano di macerie e di diffidenza. Se noi non avessimo pagato una multa, quante lettere e quanto richiami ci avrebbero mandato, intimando un pagamento? E perché un sindaco, solo perché è il primo cittadino, ha il potere di non pagare, anzi far pagare a noi, una multa?

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Allarme spazzatura

Allarme Spazzatura
Da tempo macchie gialle, bianche, verdi, rosse, azzurre e blu ricoprono la città di Reggio Calabria, peccato che questo chiazze non siano aiuole fiorite o piante ricche di fiori appena sbocciati bensì sono cumuli di spazzatura che invadono la cittadina reggina da ormai molti mesi. Soprattutto nei centri limitrofi, la situazione è diventata davvero insostenibile, procurando ai cittadini i disaggi più disparati come: il non poter uscire di casa al causa del tanfo, il fare lo slalom per evitare i sacchi di monnezza, il ritrovarsi nelle strade cittadine topi e animali randagi attirati dall’odore dei rifiuti e infine diciamolo, la vergogna di accogliere i turisti in questo schifo. Il Comune ormai sciolto per rapporti con le cosche è inesistente, la Regione non manda più fondi, e i cittadini sono costretti a ripulire le strade dai rifiuti facendosi carico loro stessi dei problemi che dovrebbero riguardare gli enti regionali. Il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, dichiara che a Reggio non ci sono grossi problemi e afferma : “Non abbiamo preso noi questo posto, rimedieremo”. Intanto però, Reggio e i paesi attigui rimangono in queste condizioni, costringendo le associazioni degli anziani e ripulire il territorio. Il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, afferma: “Le cosche e la spazzatura sono un binomio perfetto” e infatti negli ultimi anni le cosche locali hanno sguazzato nelle aziende che si occupano di rifiuti, pensate che solo 12 imprese su 161 hanno un certificato antimafia. Insomma una situazione inaccettabile che colpisce in prima persona i cittadini. Paghiamo tasse, in continuazione per la spazzatura e ci ritroviamo in questo schifo. Ma dove sono le istituzioni? I soldi della TARSU e della TARES (tasse per lo smaltimento dei rifiuti), dove sono e perché non si investono per risolvere questo problema?

Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio?

Repubblica Mobile
Sicuramente vi sarà capitato di navigare in internet con il vostro smartphone, e magari avrete avuto la necessità di cercare qualche informazione sul Corriere, per esempio, oppure sul sito di Repubblica; a mi correggo, da qualche mese a questa parte, il sito di Repubblica mobile è indisponibile o meglio è disponibile pagando un cifra (pari a 0,09 euro), che a ogni uno di noi potrebbe sembrare insignificante, ma se chiesto da una testata giornalistica, che è finanziata da ormai tanti anni dallo stato (e quindi da noi) risulta impensabile. Pensate che Repubblica riceve 16.186.244,00* euro di contributi dello Stato all’editoria, che invece di investirli magari per creare un servizio di informazione più efficiente e una pagina mobile libera e gratuita vengono incassati dai direttori, capiredattori e amministratori delegati. Ma la cosa che mi fa più innervosire è come si giustifica la Repubblica per questa sua richiesta, cito testualmente: “Da oggi per navigare su Repubblica Mobile non pagherai più il traffico dati secondo le condizioni del tuo piano tariffario, ma pagherai 0,09 euro a pagina“. Ma ci stanno prendendo per il culo o dicono sul serio? Da come c’è scritto sembra che ci stiano facendo un regalo a concederci la lettura di una pagina a 0,09 euro, giustificandosi dicendo che non pagheremo più il traffico dati del nostro piano tariffari0. Io per esempio pago 5 euro al mese per avere il collegamento ad internet sul mio cellulare e in più dovrei pagare Repubblica? Anche se io spreco dati per collegarmi al sito di Repubblica il prezzo del mio abbonamento rimane invariato e quindi non vedo perché dovrei pagare 0,09 euro se comunque il mio piano tariffario rimane invariato. La Repubblica ha tutte le ragioni per rendere a pagamento questo servizio ma almeno non dovrebbe prenderci in giro pensando che i cittadini siano stupidi e ingenui, e se ritengono di mantenere questo costo dovrebbero almeno cambiare la dicitura dell’avviso dicendo: “Siccome non ci bastano i soldi che riceviamo dai finanziamento pubblici, abbiamo deciso di rendere a pagamento questo servizio aggiungendo il costo sovrimpressione al vostro piano tariffario”

Che cos’è il No Tav…

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Corriere della Sera

Val Susa, l’invasione dei parlamentari M5s
Crimi: «È una devastazione ambientale»

Il senatore 5 Stelle: serve una commissione d’inchiesta
Presenti anche deputati Sel: 61 tra onorevoli e senatori

In questo ultimo periodo, dopo anche la manifestazione del Movimento 5 Stelle, si sente molto parlare di Tav e del No ad essa. Ma andiamo a vedere cos’è e quali sono le motivazioni e le proposte che porta avanti questo movimento. Allora la Tav è sostanzialmente l’insieme di tutte le infrastrutture, rotaie e sistemi che consentono la circolazione dei treni ad alta velocità (per intenderci i Freccia Rossa), da li appunto l’acronimo Tav, ossia Treni ad Alta Velocità. Mentre il “No Tav” è un movimento sorto intorno agli anni novanta, che è costituito da un gruppo di cittadini accomunati dalla contrarietà alla costruzione di queste infrastrutture, ritenute molto costose, di forte impatto ambientale e dannose per la nostra salute. Argomento portato in prima linea da questa associazione è la costruzione della linea ad alta velocità in valle di Susa, che collegherebbe Torino-Lione (Italia-Francia), ritenuta molto costosa e dannosa per l’ambiente e per i cittadini, affermando che l’attuale linea è il perdita dal punto di vista del traffico, e di conseguenza inutile per il territorio e l’economia italiana. Oltre al costo eccessivo dell’opera, pari 20 miliardi di euro, la realizzazione di questa linea comporterebbe un traforo del Massiccio dell’Ambin, tra Modena e Susa, causando gravi danni alla flora e alla fauna del territorio locale. Inizialmente questo progetto era stato proposto per il turismo, ma vista la poca domanda, è stato proposto come linea merci, che dovrebbe far circolare diversi vagoni, di peso e velocità elevatissimo. Sostanzialmente è di questo che si occupa la Tav; si preoccupa dell’impatto sia ambientale e sia economico che la realizzazione di queste opere comporterebbe e cerca di impedirne la costruzione tramite proteste e manifestazioni.

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Perché Monti è stato nominato senatore a vita?

Mario Monti

Mario Monti

Come sicuramente saprete, secondo l’art. 59 della nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica ha la facoltà di nominare, nel corso del suo mandato, cinque senatori a vita per aver «illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Nel corso della storia i senatori nominati sono stati molteplici e vari come Giovanni Spadolini e Gianni Agnelli, nominati dal presidente Cossiga e Rita Levi-Montalcini ed Emilio Colombo, nominati dal Presidente Ciampi. Circa un anno fa, l’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto l’eccellente idea di nominare Mario Monti senatore a vita per meriti in campo scientifico e sociale. Avete sentito bene, siccome l’Italia ha diversi soldi da spendere, il nostro Presidente ha nominato proprio Monti come senatore a vita, versandogli mensilmente la modica cifra di 20.000 euro. Napolitano ha giustificando la sua scelta dicendo che Monti si è occupato, sia livello nazionale e sia a livello locale, della crisi che negli ultimi anni ha affossato l’Europa, peccato che, il professore “bocconiano”, a parte in gesti ultimi mesi, non si è mai espresso e messo in gioco per risollevare il nostro paese. In italia ci sono diverse persone che hanno davvero rappresentato la nostra nazione e che parlano e si impegnano già dal 2006 per ridare un po’ di ossigeno all’Euro e il nostro Presidente premia, l’ormai ex preside della Bocconi, con questo incarico di grande prestigio e di grande rilievo. Questa è l’Italia?

Deputati e Senatori: Aboliamo il Concordato

Inchiesta lanciata su change.org

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I Patti Lateranensi con la Santa Sede furono sottoscritti nel 1929 da Benito Mussolini e sono ancora oggi citati nella Costituzione, all’articolo 7, pur essendo stato siglato nel 1984 da Bettino Craxi il cosiddetto “nuovo concordato”.

È una presenza che è motivo di imbarazzo. Perché rappresenta un retaggio del regime fascista. Perché il panorama religioso è assai cambiato, dal 1929: l’Italia è ora un paese assai più variegato, dal punto di vista della fede, ed esiste ormai una forte presenza di cittadini atei e agnostici. Ma, soprattutto, perché costituisce la base di privilegi ormai inaccettabili.

L’articolo 3 della nostra Costituzione riconosce che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di religione». Ma la stessa Costituzione cita poi soltanto una confessione religiosa, quella cattolica. Come direbbe Orwell: qualcuno è più uguale degli altri?

Il Concordato riconosce alla Chiesa ampi ed esclusivi privilegi: dall’insegnamento della propria dottrina nelle scuole della Repubblica (con docenti scelti dai vescovi ma pagati da tutti i contribuenti) al regime speciale per il matrimonio religioso, dalle esenzioni fiscali e doganali agli obblighi, in capo al nostro Stato, di garantire la sicurezza tra le mura del Vaticano. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.

In totale, i costi pubblici della Chiesa superano i sei miliardi. Da solo, il costo diretto e indiretto del Concordato grava sui contribuenti italiani per circa tre miliardi di euro ogni anno, oltre un miliardo a causa del solo Otto per Mille. Una spesa ingiustificata, a maggior ragione in tempi di gravissima crisi economica. È ormai tempo di intervenire e di superare una situazione di palese violazione di principi fondamentali della nostra Repubblica, quali la libertà, la giustizia, l’eguaglianza, la laicità.

È per questo motivo che vi chiediamo:
• di denunciare unilateralmente il Concordato
• di sostituire gli articoli 7 e 8 della Costituzione con l’affermazione esplicita del principio di laicità dello Stato
• di approvare una legge generale sulla libertà di coscienza che superi la normativa fascista sui “culti ammessi” e che riconosca a credenti e non credenti uguali diritti e doveri.

Clicca qui per firmare la petizione di Flavio, “Deputati e Senatori: Aboliamo il Concordato.”

O paghi, o non mangi

Andrea Sala, Sindaco di Vigevano

Andrea Sala, Sindaco di Vigevano

Come vi sentireste se un sindaco vi proibisse di mangiare alla mensa scolastica, negandovi un pasto caldo? E’ quello che è successo ad un comune in provincia di Pavia, Vigevano, nel quale il sindaco Andrea Sala ha deciso, mediante un’operazione definita da lui stesso “pugno di ferro”, di eliminare definitivamente le agevolazioni che fino a poco tempo fa permettevano alle famiglie più bisognose di garantire un pasto caldo alla mensa scolastica ai loro figli. E si, perché la situazione non è stata sempre così, proprio fino a poco tempo fa, le famiglie con reddito basso potevano usufruire di queste privilegi, ma dopo l’insediamento del nuovo sindaco leghista, si sono viste togliere anche questo piccolo beneficio, a causa di alcuni furbetti che non hanno mai pagato il pasto scolastico. Sicuramente il primo cittadino di Vigevano ha tutte le ragioni di tagliare le gambe a questi evasori ma dovrebbe anche immedesimarsi nei genitori che non riescono proprio ad arrivare a fine mese, e che dopo tutte le vicessitudini quotidiane devono spiegare ai loro bambini di 8 e 10 anni che non possono permettersi neanche il cibo della mensa. Voi come vi sentireste? Lei sindaco come si sentirebbe? Bhè la sua risposta ad un intervista alle iene è stata: “Problemi serie non sono stati riscontrati, quindi presumo che la situazione sia sotto controllo” e ancora “Bisogna rifocillare le casse del comune” oppure “O il genitore se lo viene a prendere o mangia in un’altra sala”, “I genitori si lamentano e cercano una soluzione nel comune”. E perché, secondo il sindaco su chi i cittadini dovrebbero rivolgersi e fare affidamento?, sul comune mi sembra ovvio. Ma la questione più grave è che questi bambini oltre ad essere rinchiusi in una sala a parte dagli altri loro coetanei, accentuando la differenza tra chi paga e non chi non paga, sono costretti a mangiare per ben 5 giorni solo un panino, si proprio solo un panino, perché la scuola non accetta altri tipi di cibi che vengono importati dall’esterno della scuola. Sicuramente non bisogna essere dei nutrizionisti per capire che mangiare tutti i santi giorni, a pranzo, sempre e solo un panino con una bottiglietta d’acqua sia poco sano e consigliato senza contare i risvolti psicologici che si potranno presentare in età adulta in questi bambini, i quali già a questa età devono essere messi di fronte ai problemi economici della loro famiglia.

In Italia si parla tanto di tagli e di tesse ma a mio parere l’unica cosa che non si dovrebbe tagliare sono i fondi dedicati ai giovani che rappresentano il futuro del nostro paese e, che non possono, in special modo i politici,  permettersi di trascurare, soprattutto in un’istituzione di grande importanza coma la scuola, che rappresenta l’istruzione e la formazione di migliaia di studenti.